Gaza, sotto le bombe e col fiato sospeso in attesa di “qualcosa di diverso” dall’invasione. Morto un italo-israeliano disperso

A undici giorni dal massacro attuato da Hamas contro gli israeliani (mille e cinquecento le vittime, in maggioranza civili) e dalla presa di almeno duecento ostaggi, la popolazione di Gaza continua a subire i bombardamenti degli aerei con la stella di David e a contare tra le macerie i suoi cadaveri (tremila, dice una fonte di Hamas).

La gente è stremata. Nessuna via di fuga, gli aiuti umanitari sono ancora fermi al valico di Rafah con l’Egitto, le notizie su ipotetiche trattative per il rilascio degli ostaggi – la chiave di volta di questa guerra – sono contrastanti e se possibile aggravano maggiormente la tensione e soprattutto l’attesa per le mosse di Israele. L’esercito dello stato ebraico da una settimana cinge d’assedio la Striscia e tiene caldi i motori dei suoi carri Merkava.

L’attesa è tutta in una sola domanda: Israele passerà il confine e invaderà Gaza o no? Oggi quella che sembrava l’ineluttabile e dura risposta di Israele all’attacco di Hamas, avallata dai suoi massimi dirigenti intenzionati a “sradicare” i terroristi dalla Striscia, pur accompagnata dalla consapevolezza degli enormi rischi per la vita degli ostaggi, non sembra più essere così scontata: la prossima mossa degli israeliani potrebbe essere “qualcosa di diverso” – testuali parole – dall’ingresso di soldati e blindati a Gaza. Lo ha detto il portavoce militare dell’esercito israeliano Daniel Hecht parlando con i giornalisti e ora la nuova domanda è: cosa ha in mente Tsahal?

Israele conferma dunque di preparare le prossime tappe nella guerra contro Hamas ma nello stesso tempo annuncia che i piani potrebbero essere diversi dall’attesa invasione via terra. “Ci stiamo preparando – ha spiegato il portavoce – ma non abbiamo detto quali piani saranno. Tutti parlano dell’offensiva di terra. Potrebbe essere qualcosa di diverso”.

Intanto domani arriva Joe Biden che si fermerà in Israele cinque ore per incontrare, sostenere e incoraggiare il premier Netaniahu. Il capo della Casa Bianca che in queste ultime ore ha invitato Israele alla moderazione nella pur doverosa risposta ad Hamas, sarà poi ad Amman per partecipare ad un vertice con re Abdallah II, il presidente egiziano Al Sisi e il leader dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen.

Nel pomeriggio la Farnesina ha confermato che è morto uno degli italo-israeliani considerato ‘disperso’: si chiamava Eviatar Moshe Kipnis, uno dei tre italo-israeliani di cui non si avevano più notizie dall’attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre. Con lui era scomparsa anche la moglie Liliach Le Havron dal kibbutz di Be’eri, dove sono stati trovati 108 cadaveri. Evitar Moshe Kipnis è stato identificato tra le vittime in base all’esame del Dna. Non si sa nulla sulla sorte della moglie.

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita
Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

Altro dall'autore

Segui in20righe come fonte preferita su Google

Imposta fonte preferita

Articoli più letti