La volontà esiste, ma c’è anche scetticismo tra le imprese italiane sulla realizzazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. I cosiddetti SDGs (Sustainable Development Goals), ovvero i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. Si è svolto a Palermo, presso il Palazzo Reale, l’Italian Business & SDGs Annual Forum, promosso dalla rete italiana dell’UN Global Compact, la più grande iniziativa di sostenibilità d’impresa al mondo. Il Forum è stato organizzato con il supporto di Irritec e di Edison. Con il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana, della presidenza Regione Sicilia, della Città di Palermo, di Sicindustria e dell’Università di Palermo.
Barriere
UN Global Compact, insieme ad Accenture, ha realizzato la ricerca “Global Private Sector Stocktake”, condotta su 2.800 aziende mondiali, delle quali oltre 130 del nostro Paese. Dallo studio emerge che il 94% delle imprese italiane è consapevole del ruolo del settore privato in termini di potenzialità di impatto sugli SDGs e l’87% è impegnato per il loro raggiungimento. Tuttavia, solo il 48% crede che gli SDGs saranno raggiunti entro il 2030. Tra le barriere strutturali percepite dalle aziende italiane ci sono le difficoltà nel coinvolgimento delle catene di fornitura (per il 90% degli intervistati), un periodo di ritorno troppo lungo degli investimenti in sostenibilità (84%). E ancora la mancanza di metodologie e tecniche condivise di valutazione dell’impatto delle imprese (79%) e la scarsità di incentivi per il settore privato (86%).
Irreversibile
Secondo Marco Frey, presidente UN Global Compact Network Italia: “La sostenibilità è ampiamente riconosciuta dal settore privato come un approccio irreversibile e necessario per favorire la competitività ha dichiarato. Ma la scarsità di metodologie e tecniche condivise di valutazione dell’impatto delle imprese sullo sviluppo sostenibile è percepita come una delle barriere strutturali al raggiungimento degli SDGs”. Raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 significa promuovere la sostenibilità ambientale, economica e soprattutto sociale nel mondo. Ognuno dei 17 punti è un campanello d’allarme da non ignorare per rendere migliore il mondo in cui viviamo e garantire un futuro alle prossime generazioni.
Strategie
Daniela Bernacchi, executive director UN Global Compact Network Italia, ritiene “fondamentale per le imprese abbandonare l’approccio di pura rendicontazione e abbracciarne uno di tipo trasformativo, che consenta di fissare obiettivi di miglioramento e riflettere sulle strategie”. Nicola Monti, Ad di Edison e presidente di Fondazione Eos-Edison Orizzonte Sociale, ha rimarcato: “140 anni fa abbiamo avviato il processo di elettrificazione del Paese. Oggi Edison è protagonista di una nuova rivoluzione, quella della transizione ecologica. Abbiamo in piano 10 miliardi di investimenti entro il 2030, di cui l’85% in linea con gli SDGs dell’ONU”. Un impegno portato sul campo da Irritec, l’azienda siciliana del settore dell’irrigazione di precisione, che distribuisce i suoi prodotti in oltre 100 Paesi nel mondo. “Offriamo soluzioni – rileva Giulia Giuffrè, Board member and sustainability Ambassador Irritec – per migliorare l’efficienza in agricoltura, riducendo l’impatto ambientale e contribuendo alla sostenibilità della filiera agroalimentare”.
Innovazione
La società milanese Avanzi promuove la sostenibilità attraverso l’innovazione sociale e uno dei suoi fondatori, Davide Dal Maso, nota: “La misurazione dell’impatto è soprattutto un processo di apprendimento. L’importante è quello che impariamo dalla continua verifica degli esiti del nostro lavoro”. Un lavoro che vede anche la presenza della Commissione Europea e Sicindustria è partner da oltre 15 anni di Enterprise Europe Network (EEN), la rete lanciata per aiutare le PMI. “In questi anni – segnala Giada Platania, responsabile Area internazionalizzazione di Sicindustria – oltre 10mila imprese siciliane hanno potuto acquisire o accrescere le proprie competenze per prepararsi alle sfide della transizione digitale ed ecologica”. Decisivo anche il contributo della ricerca condotta nei maggiori atenei. L’Università degli studi di Palermo, ha spiegato Beatrice Pasciuta, prorettrice all’Inclusione, ha puntato sulla “creazione di un Centro di ateneo per la sostenibilità”, una scelta “che sta già cominciando a dare i suoi frutti e che testimonia l’attenzione alla dimensione sociale della sostenibilità”.
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