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sabato, 20 Aprile 2024

India: Modi vince le elezioni locali in tre stati chiave. Il premier nazionalista in pole position per un nuovo mandato nel 2024

Il Bharatiya Janata Party (BJP) del primo ministro indiano, Narendra Modi, ha vinto le elezioni locali in tre stati chiave del Paese più popoloso del mondo. I successi collocano il premier in pole position in vista delle prossime elezioni generali del 2024, previste tra aprile e maggio. Modi resta popolare a livello nazionale dopo quasi un decennio al potere e punta a essere rieletto per il terzo mandato consecutivo.

Congresso

I risultati sono stati un duro colpo per le ambizioni dell’Indian National Congress, lo storico partito dell’indipendenza dal dominio coloniale inglese, guidato negli ultimi venti anni da Sonia Gandhi e oggi da Mallikarjun Kharge. Il partito del Congresso è alla testa di un’alleanza – l’Indian National Developmental Inclusive Alliance (I.N.D.I.A) -, formata da 28 partiti di opposizione, che punta a spodestare Modi. Il Congresso aveva rovesciato i governi del BJP nelle elezioni di novembre 2022 nello stato settentrionale di Himachal Pradesh, nelle montagne dell’Himalaya, e di maggio scorso in quello sud-occidentale di Karnataka, sulle coste del Mar Arabico. Ma nell’ultimo voto locale di quest’anno, il BJP ha mantenuto lo stato del Madhya Pradesh e conquistato quelli di Chhattisgarh e il Rajasthan, prima controllati dall’opposizione.

Sfide

Al partito del Congresso è andato lo stato di Telangana, nella fascia centro-meridionale della penisola indiana. Nel piccolo stato nord-orientale di Mizoram, al confine con il Bangladesh, ha vinto un movimento locale lo Zoram People’s Movement, che ha scalzato i nazionalisti del Mizo National Front, alleato regionale del BJP. Le elezioni si sono svolte in un momento in cui l’India si trova ad affrontare molteplici sfide, dall’aumento della disoccupazione agli attacchi da parte dei nazionalisti indù contro le minoranze, in particolare i musulmani, e le denunce rispetto a un giro di vite sul dissenso e la libertà dei media. Il BJP è fautore di una politica nazionalista e di difesa dell’identità indù.

Vittoria

“La vittoria di oggi è storica, non ha precedenti”, ha detto Modi agli attivisti che lo hanno ricoperto di petali di fiori, cantando lo slogan: “Lunga vita alla Madre India”. “I risultati – ha rimarcato il premier – indicano che il popolo indiano è fermamente favorevole alle politiche di buon governo e sviluppo. È stata una vittoria dell’onestà e della trasparenza”. Rahul Gandhi , vicepresidente del partito del Congresso, ha ammesso la sconfitta, ma ha assicurato: “La battaglia continuerà”. Il partito, controllato dalla dinastia Nehru-Gandhi, ha guidato l’India per oltre cinquant’anni, prima di subire una serie di sconfitte da parte del BJP, a partire dal 2014.

“Magic”

I sostenitori dell’attuale premier parlano apertamente di “Modi Magic”, per descrivere la popolarità personale del primo ministro e la sua capacità di conquistare voti. La vittoria in Madhya Pradesh, Rajasthan e Chhattisgarh, nel cuore del nord di lingua hindi, è significativa poiché si tratta di tre stati popolosi e politicamente influenti. “L’attrazione di Modi è molto forte nel cuore dell’India settentrionale e centrale”, sostiene Asim Ali, opinionista del New York Times, il premier e i suoi alleati ora hanno “mano libera per condurre la campagna elettorale del prossimo anno. Soltanto se il BJP si fosse comportato male in queste elezioni, ci sarebbe stata una svolta per l’opposizione”. Anche se il risultato lascia il partito del Congresso indebolito in un momento cruciale, diversi analisti affermano che non esistono prove decisive di una correlazione tra i risultati nelle elezioni a livello statale e quelli nazionali.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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