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venerdì, 23 Febbraio 2024

Bocciato il Mes, l’Italia unica in Europa a dire no. Ma maggioranza e opposizione si spaccano

La Camera ha bocciato la ratifica della riforma del fondo salva-stati (Mes, meccanismo europeo di stabilità). Solo 72 i favorevoli, 184 invece i contrari con 44 astenuti. Ora tocca al Senato ma, visti i numeri sul tabellone di Montecitorio – un risultato che evidenzia la spaccatura della maggioranza ma anche dell’opposizione – la bocciatura finale appare scontata perchè Fratelli d’Italia e Lega alla fine hanno hanno deciso di votare contro, insieme ai Cinquestelle, mentre il Pd ha votato a favore con Iv, Azione e +Europa. Astenuta Forza Italia con Noi Moderati. Astenuti anche Verdi e SI. Dopo il voto le polemiche, tutti contro tutti, con la Schlein che ha chiesto le dimissioni del ministro dell’Economia Giorgetti.

L’Italia così è l’unica in Europa a dire ‘no’ ad una riforma già approvata da 19 stati su 20 ma che, secondo un Salvini che canta vittoria, non sarebbe utile all’Italia ma aiuterebbe solo le banche tedesche. Il voto di oggi, secondo diversi osservatori – lo scrive il Sole24ore ad esempio – sarebbe una conseguenza dell’accelerazione franco-tedesca sulla riforma del Patto di stabilità, un compromesso “siglato ieri obtorto collo anche dal nostro Paese” che del resto aveva mostrato “l’insussistenza del Mes come arma da utilizzare al tavolo negoziale sulle nuove regole della governance economica”.

E il governo? “Il Parlamento è sovrano” è il commento che filtra dallo staff della premier sulla bocciatura. Ma con una precisazione. Il governo che si era rimesso al Parlamento – dicono le stesse fonti di Palazzo Chigi – “prende atto” del voto dell’Aula di Montecitorio sulla scelta di non ratificare la modifica al trattato Mes. Quella riforma “è un’integrazione di relativo interesse e attualità per l’Italia, visto che come elemento principale prevede l’estensione di salvaguardie a banche sistemiche in difficoltà, in un contesto che vede il sistema bancario italiano tra i più solidi in Europa e in Occidente”. “In ogni caso – continuano le stesse fonti – il Mes è in piena funzione nella sua configurazione originaria, ossia di sostegno agli Stati membri in difficoltà finanziaria. La scelta del Parlamento italiano di non procedere alla ratifica può essere l’occasione per avviare una riflessione in sede europea su nuove ed eventuali modifiche al trattato, più utili all’intera Eurozona”.

Sul Mes, ha commentato Salvini, “la Lega non ha mai cambiato idea in vent’anni: è uno strumento inutile se non dannoso che porterebbe un lavoratore italiano a dover mettere dei soldi per salvare una banca tedesca. Non penso sia utile e siccome il Parlamento è sovrano, il Parlamento vota in base all’interesse nazionale italiano: i tedeschi fanno gli interessi tedeschi, noi quelli degli italiani. La posizione della Lega è sempre stata e continua a essere chiara”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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