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venerdì, 23 Febbraio 2024

Ue: c’è l’accordo sul nuovo Patto di stabilità, sì dell’Italia

Sembrava si dovesse rimandare tutto al prossimo anno invece, smentendo le previsioni più pessimistiche, sono bastate tre ore di incontro in video conferenza tra i 27 ministri dell’Economia dell’Ue per arrivare ad un accordo capace di dare il ‘via libera’ al nuovo Patto di stabilità.

Una data storica secondo molti osservatori. Un’intesa quella raggiunta a Bruxelles che ha messo d’accordo i paesi cosiddetti frugali (come Olanda e Germania) e quelli a più alto debito (come l’Italia e la Francia) su una nuova governance finanziaria dell’Unione, ma anche un’intesa significativamente trainata da Germania e Francia cui hanno aderito via via tutti gli altri paesi, Italia compresa le cui perplessità – è un eufemismo – avevano perfino fatto pensare nei giorni scorsi ad un suo veto.

L’intesa, ha commentato soddisfatta la Commissione Ue guidata da Ursula von der Lyen, è costituita da nuove regole “realistiche ed equilibrate”. La presidenza spagnola dell’Ecofin ha annunciato che i ministri dell’economia hanno raggiunto un accordo sulla riforma della supervisione di bilancio, che “assicura stabilità e crescita con regole equilibrate, realistiche e adatte alle sfide attuali e future”.

Per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha partecipato alla riunione Ecofin, nell’accordo “ci sono cose buone e cose meno buone ma il compromesso raggiunto è per noi sostenibile”.

Secondo le nuove regole di bilancio i paesi devono presentare i propri piani di bilancio quadriennali, con la possibilità di estendere il periodo di aggiustamento dei conti a 7 anni per consentire l’esecuzione di investimenti e riforme. “L’accordo sulle nuove regole fiscali è una notizia importante e positiva. Darà certezza ai mercati finanziari e rafforzerà la fiducia nelle economie europee” ha dichiarato la vicepremier e ministra dell’Economia spagnola Nadia Calvino.

Nel nuovo Patto di stabilità, le parole esatte di Giorgetti, “ci sono alcune cose positive e altre meno. L’Italia ha ottenuto però molto e soprattutto quello che sottoscriviamo è un accordo sostenibile per il nostro Paese volto da una parte a una realistica e graduale riduzione del debito mentre dall’altra guarda agli investimenti specialmente del Pnrr con spirito costruttivo”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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