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venerdì, 14 Giugno 2024

USA: la Corte Suprema del Colorado esclude Trump dalle primarie repubblicane. L’ex presidente ha violato la Costituzione per l’assalto al Campidoglio

La Corte Suprema del Colorado ha escluso Donald Trump dalle primarie repubblicane del prossimo 5 marzo. Una sentenza esplosiva, destinata a produrre forte incertezza giuridica sulla corsa presidenziale del 2024, in cui l’ex presidente è il candidato favorito del GOP. I giudici del Colorado hanno ritenuto applicabile la sezione 3 del 14esimo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, che esclude dagli incarichi quanti partecipino a episodi di insurrezione o ribellione contro la stessa Carta fondamentale, dopo aver prestato giuramento a sostenerla.

Incitamento

Trump è stato ritenuto responsabile per il ruolo nell’attacco del 6 gennaio 2021 al Campidoglio a Washington. Con il suo incitamento, i suoi sostenitori presero d’assalto i palazzi del Congresso, mentre i parlamentari certificavano la vittoria elettorale del presidente Joe Biden. In base alla sentenza Trump è il primo candidato presidenziale nella storia degli Stati Uniti a essere considerato non idoneo alla Casa Bianca. La norma costituzionale venne predisposta per impedire ad ex esponenti sudisti degli Stati confederati ribellatisi all’Unione, di tornare al governo dopo la Guerra civile. La misura colpì in particolare il presidente confederato, Jefferson Davis, e il suo vice Alexander Stephens.

Sentenza

I giudici del Colorado hanno scritto nella sentenza: “Non raggiungiamo queste conclusioni alla leggera. Siamo consapevoli del nostro solenne dovere di applicare la legge, senza timore o favoritismi”. Citizens for Responsibility and Ethics di Washington, il gruppo che ha portato avanti il caso, definisce la sentenza: “Necessaria per proteggere il futuro della democrazia nel nostro Paese”. Trump sta affrontando quattro procedimenti penali per i suoi presunti tentativi di sovvertire il risultato delle elezioni presidenziali del 2020. La sentenza del Colorado potrebbe influenzare decisioni simili in altri Stati, a partire da quelli decisivi per l’elezione del presidente, i cosiddetti “must-win”. Il tycoon, impegnato da tempo nella campagna elettorale e con i dati dei sondaggi che lo danno favorito, ha lasciato la risposta al portavoce, Steven Cheung, che ha definito la decisione “antidemocratica”. Trump ricorrerà in appello alla Corte Suprema degli Stati Uniti, dove esiste una maggioranza conservatrice di due terzi da lui stesso sapientemente predisposta.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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