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sabato, 20 Aprile 2024

Il plebiscito per Putin spacca il governo italiano. Il ‘caso Salvini’

Cina, India e Iran si sono congratulate con Putin per la plebiscitaria rielezione alla presidenza della Russia. Bocciature e freddezza invece, da tutto l’Occidente – da Washington – “un voto nè libero nè giusto” – alla quasi totalità dei 27 della Ue per stigmatizzare l’assenza di libertà in questa consultazione che ha portato i russi a incoronare per l’ennesima volta in un quarto di secolo e con un percentuale record – l’87% – lo ‘zar’ del Cremlino.

Una forte critica accompagnata dalla realistica consapevolezza che è con Putin che comunque bisognerà da oggi fare i conti. Tutti d’accordo meno Matteo Salvini, vice-premier italiano, che ha detto la sua ‘in solitaria’ sul voto dei russi spiazzando Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, salvo poi in serata tentare una correzione al suo primo commento (“Quando un popolo vota ha sempre ragione”).

Un ‘caso’ che ha spaccato il governo. “Quando un popolo vota ha sempre ragione, le elezioni fanno sempre bene sia quando uno le vince sia quando uno le perde” ha detto il ministro delle Infrastrutture, andando in direzione opposta alle parole di Tajani secondo il quale il plebiscito per Vladimir Putin è stato caratterizzato “da pressioni forti e anche violente”.

Il Pd e altre forze di opposizione (ma non Conte) hanno subito messo in luce le contraddizioni in seno al governo sulla delicatissima questione dei rapporti con Mosca e con la zar del Cremlino incalzando la premier a prendere posizione sulle parole del suo ministro. Una Meloni probabilmente irritata per l’uscita del suo vice-premier (e sicuramente più vicina alle posizioni espresse dal titolare della Farnesina) che in serata, come risposta, ha fato filtrare parte di una sua intervista a Rai3 che andrà in onda domani in cui non prende di petto il ‘caso Salvini’ ma parla di maggioranza “coesa” e sempre “chiara” in politica estera, puntando sui fatti e non sulle parole come i voti di tutta la maggioranza sul sostegno all’Ucraina aggredita da Putin, voti che la Lega non ha mai fatto mancare “Quello che noi abbiamo fatto in questo anno e mezzo con la velocità con cui lo abbiamo fatto, e la chiarezza che abbiamo dimostrato in politica estera, tutto questo racconta di una maggioranza coesa” ha detto la Meloni.

Sempre in serata una nota della Lega ha in parte corretto il tiro sulle parole di Salvini, riducendone l’impatto, insomma ha tentato di spegnere il fuoco: “In Russia hanno votato, non diamo un giudizio positivo o negativo del risultato, ne prendiamo atto e lavoriamo (spero tutti insieme) per la fine della guerra ed il ritorno alla pace”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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