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sabato, 20 Aprile 2024

L’ira di Putin “tradito” dai suoi servizi segreti

Putin e’ furioso e nonostante la rivendicazione dell’Isis, con tanto di filmati, incolpa l’Ucraina dell’attentato e bersaglia Kiev con centinaia di missili.

L’intento di Putin e’quello di controllare la narrativa sui colpevoli con sullo sfondo Zelensky come mandante. Ma le domande sono tante ed i misteri ancora non risolti, pure. Erano davvero solo in quattro? Come mai la Renault dei terroristi, in una città blindata e con scarso traffico, anche per via della guerra, viene fermata solo dopo avere percorso 400 km.? Ancor perché scegliere la fuga sul confine presidiato? Ancora perché un evento con tante persone non era adeguatamente protetto dalle forze di polizia?

Quel che appare chiaro e’ che propio lui, l’uomo che deve la sua fortuna al famigerato Kgb, l’intelligence dell’Unione Sovietica, si trova di fronte ad una lunga serie di fallimenti, non semplici errori, dei suoi sevizi segreti. Hanno sbagliato a sottovalutare la reazione di Kiev, prevedendo una facile e rapida vittoria. Poi una serie di falle nel corso della guerra costate la vita a tanti alti ufficiali russi ed infine la sorpresa della clamorosa rivolta della Wagner. Che a Mosca ci siano talpe contro Putin? Che sia in corso una congiura interna per farlo fuori?

Putin aveva appena celebrato la sua vittoria elettorale e di colpo e’ sembrato apparire un leader che non ha il controllo, che non riesce a garantire la sicurezza del suo paese. Quello che e’ stato sempre il suo punto di forza interno.

Quello che rimane sconcertante è l’assenza di poliziotti al concerto ed anche di avere ignorato l’avviso di un possibile attentato da parte degli USA, declassato ad una provocazione.

Ora Putin cerca di rimediare addossando tutte le responsabilità su Kiev, tanto da parlare di vera guerra e non più di operazione speciale. Lo Zar cercherà in tutti i modi di stroncare l’Ucraina in tempi brevi. Vorrebbe la testa di Zelensky.

Quello che bisogna tenere in conto è’ che l’Isis è sempre viva. Dopo la strage in Iran, quella a Mosca. A Putin non perdona l’appoggio ad Assad e la guerra in Cecenia. Tutti sono avvisati, bisogna tornare ai massimi livella di vigilanza e non abbassare mai la guardia.

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