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lunedì, 27 Maggio 2024

Iran e Israele ora frenano ma la tensione resta altissima

Iran e Israele ora sembrano frenare ma la tensione in Medio Oriente resta altissima mentre le cancellerie di tutto il mondo chiedono ai due paesi di “calmarsi”, Biden per primo. Il presidente Usa, dopo aver concretamente aiutato Tel Aviv a respingere l’attacco di Teheran, ha avvertito Netanyahu con toni decisi: “Se vuoi contrattaccare noi non saremo al tuo fianco”. Anche Mosca e la Cina sollecitano una rapida de-escalation e il G7, convocato in videoconferenza dalla presidente di turno, Giorgia Meloni, confermando il pieno sostegno a Israele, ha invitato Tel Aviv e Teheran alla “prudenza” e alla “ragionevolezza”.

Le sollecitazioni in questo senso provenienti da ovest e da est sembrano aver fatto effetto perchè all’indomani dell’attacco di Teheran contro lo stato ebraico – una pioggia di 350 droni e missili cruise e balistici, intercettati e distrutti al 99% – tanto Netanyahu quanto la Repubblica islamica dell’Iran hanno annunciato di volersi fermare almeno per l’immediato. Con lo sciame di droni e missili lanciati la notte scorsa verso lo stato ebraico – ed era la prima volta di un attacco diretto nella storia travagliata dei rapporti tra i due paesi – Teheran considera “conclusa” la sua rappresaglia o meglio la sua “vendetta” per l’attacco israeliano al consolato iraniano a Damasco della settimana scorsa. Da parte sua l’IDF, cioè l’esercito israeliano ha fatto sapere che non ha intenzione di “estendere” le sue operazioni militari: niente controffensiva, dunque, per il momento anche se lo stato ebraico si riserva di rispondere come e quando lo riterrà opportuno. A conferma di questo clima Netanyahu ha inoltre sospeso l’operazione militare che aveva annunciato contro Rafah. In sostanza Israele non ha intenzione di colpire l’Iran ma “valuta ogni scenario approvando dei piani operativi sia offensivi che difensivi”.

Il G7, questo l’appello dei Sette Grandi, condanna “inequivocabilmente e con la massima fermezza l’attacco diretto e senza precedenti dell’Iran contro Israele. L’Iran ha lanciato centinaia di droni e missili verso Israele. Israele, con l’aiuto dei suoi alleati, ha sconfitto l’attacco”. Il G7 esprime “piena solidarietà” e “sostegno a Israele e al suo popolo”, riaffermando il loro “impegno per la sua sicurezza”. “Con le sue azioni, l’Iran ha fatto un ulteriore passo avanti verso la destabilizzazione della regione e rischia di provocare un’escalation regionale incontrollabile. Questo deve essere evitato. Continueremo a lavorare per stabilizzare la situazione ed evitare un’ulteriore escalation. In questo spirito, chiediamo che l’Iran e i suoi alleati cessino i loro attacchi, e siamo pronti a prendere ulteriori misure ora e in risposta a ulteriori iniziative destabilizzanti”. Il G7 conferma che rafforzerà inoltre la sua cooperazione “per porre fine alla crisi a Gaza, anche continuando a lavorare per un cessate il fuoco immediato e sostenibile e per il rilascio degli ostaggi da parte di Hamas”, fornendo “maggiore assistenza umanitaria ai palestinesi che ne hanno bisogno”.

Ma come Israele ha sventato l’attacco iraniano? Lo ha spiegato il portavoce dell’IDF, Daniel Hagari in una conferenza stampa rivelando che era la base aerea di Nevatim, nel Negev, l’obiettivo principale dell’attacco iraniano della scorsa notte contro Israele. La base degli F35 da cui, secondo Teheran, è partito il raid del primo aprile scorso contro il suo consolato a Damasco, nel quale è stato ucciso il generale dei Pasdaran Mohammad Reza Zahedi. E’ l’unico dei siti indicato pubblicamente dai Guardiani della rivoluzione per la rappresaglia condotta con 170 droni, 30 missili cruise e 120 missili balistici, il 99% dei quali intercettato da Israele e dai suoi partner. Secondo Hagari, tutti i droni e missili cruise sono stati abbattuti fuori dallo spazio aereo dello Stato ebraico dall’Aeronautica israeliana e da quella di Stati Uniti, Regno Unito, Giordania, Francia e altri. Gli Uav hanno impiegato diverse ore per raggiungere Israele e i missili da crociera un po’ più di un’ora. I missili balistici, invece, hanno un tempo di volo molto più ridotto, una decina di minuti, per questo è un po’ più difficile intercettarli e per questo alcuni sono riusciti a ‘bucare’ la difesa aerea israeliana. Il sistema di difesa Arrow ha abbattuto ”la grande maggioranza” dei 120 missili balistici lanciati, ma quando erano già nello spazio aereo israeliano. Per questo sono state attivate le sirene dell’allarme aereo, per avvertire la popolazione di mettersi al riparto dalla caduta di possibili schegge, come è avvenuto nel Negev, dove una bambina di sette anni di un villaggio beduino è stata ferita in modo grave. Alcuni dei missili balistici che sono riusciti a bypassare lo ‘scudo israeliano’ hanno colpito proprio Nevatim, provocando solo danni minori, tanto che oggi era pienamente operativa. ”L’Iran pensava che sarebbe stato in grado di paralizzare la base e danneggiare così le nostre capacità, ma ha fallito”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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