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martedì, 23 Luglio 2024

Cacao: la crisi non si ferma, cioccolato con il contagocce? In Costa d’Avorio e Ghana per gli agricoltori nessun vantaggio dai prezzi alle stelle

Cioccolato con il contagocce? O quasi… Tra cambiamenti climatici, malattie delle piante, proteste dei coltivatori c’è sempre meno cacao e a prezzi sempre più elevati. Il cacao è un sempreverde, utilizzato originariamente nell’America al tempo dei Maya. La sua coltivazione richiede elevate spese d’impianto e la pianta comincia a produrre dal quinto anno. Teme l’insolazione diretta e cresce all’ombra di alberi più alti, quali palme e banani. Ogni pianta fornisce da 1 a 2 kg di semi secchi. Il cacao si ottiene mediante lieve fermentazione, essiccamento e macinazione dei semi, con una resa del 50% rispetto al raccolto. Maggior produttore mondiale è la Costa d’Avorio, seguita dal Ghana.

Climatici

I livelli di produzione sono diminuiti drasticamente negli ultimi anni. In Ghana per la stagione 2023 e il 2024 si prevede una diminuzione di quasi il 40%. La carenza di materia prima è la ragione per cui i prezzi hanno superato i 10mila dollari per tonnellata sul mercato mondiale. Il settore deve affrontare gravi minacce derivanti innanzitutto dal cambiamento climatico. Precipitazioni insolite e poi insoliti periodi di forte riscaldamento. Ci sono anche le malattie delle piante e i parassiti, combattuti purtroppo con sostanze chimiche, comunque difficili da acquistare specie per i piccoli agricoltori.

Spiccioli

Molti di loro in età avanzata stanno abbandonando l’attività, senza nessuno che possa o voglia ereditare la loro aziende agricole. Produzione che scarseggia e prezzi alle stelle dunque, ma ai coltivatori in Africa arrivano soltanto gli spiccioli. Sull’andamento dei prezzi la parte del leone la fanno gli intermediari e i produttori di cioccolato. In Ghana, l’ente preposto, il Ghana Cocoa Board (COCOBOD), ha annunciato interventi a vantaggio dei coltivatori che faticano a far quadrare i conti. Gli aumenti promessi non accontentano tutti, rivela un inchiesta dell’emittente DW: “In base all’attuale prezzo mondiale dovremmo ricevere di più”, ha detto Moses Djan Asiedu, segretario della West African Cocoa Farmers Organization. Il prezzo del cacao è determinato sui mercati dei futures sulle materie prime a New York e Londra, al di fuori di ogni possibilità di controllo degli agricoltori.

Sostenibilità

Per arrestare questa tendenza, sia la Costa d’Avorio che il Ghana hanno cercato passi per migliorare le condizioni di vita degli agricoltori. Hanno chiesto che gli acquirenti un premio aggiuntivo di 400 dollari per tonnellata di semi di cacao, il cosiddetto “differenziale di reddito dignitoso”. In realtà, come accaduto anche per gli agricoltori europei, sembra di trovarsi di fronte al classico caso del cane che si morde la coda. I pochi dollari in più sono stati ‘divorati’ dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dei carburanti. Per molti coltivatori una chance sembra essere quella della qualità e della sostenibilità. Il differenziale in questo caso diventano le caratteristiche del prodotto: eliminati o ridotti drasticamente pesticidi e prodotti chimici, migliorata la qualità dei semi di cacao, il contenuto di grassi e il loro profumo e gusto.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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