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venerdì, 14 Giugno 2024

Le linee rosse che Putin non supererà ma vuole Odessa lasciando un relitto di paese senza accessi al mare

Mosca continua ad avanzare ed il crollo dell’Ucraina è ad un passo. Anche un intervento, peraltro improbabile della Nato, senza un forte appoggio diretto degli Usa (il che vorrebbe dire una terza guerra mondiale), potrebbe solo allungare i tempi.

La speranza è che Putin non superi le linee rosse della Nato che già sono sulla carta. Ma piacciono più a Macron, alla disperata ricerca di consensi in vista delle elezioni europee, che agli altri leader europei, che si sono affrettati a smentire ogni intervento diretto.

I casi estremi previsti dai vertici Nato sono principalmente due, il primo riguarda una possibile entrata in gioco della Bielorussia, in coordinamento con un corpo di spedizione russo, in vista di un nuovo assalto a Kiev sul fronte nord-occidentale. La seconda opzione scatterebbe in vista di un attacco russo ad un paese europeo. Ma si tratta di due casi limite che il Cremlino pare il primo a volere evitare.

Quale è allora la strategia di Putin? Probabilmente allargare l’offensiva sul Donbass fino a Kharkiv in direzione nord est per poi concentrarsi sul vero prossimo obiettivo la conquista di Odessa in direzione sud ovest. Un modo che premetterebbe ai russi di annettere le ricche pianure interne, cuore della produzione agricola ucraina per poi chiudere con la conquista del porto di Odessa tutti gli accessi al mare dell’Ucraina. Lasciando all’Europa un paese ridotto a un relitto geografico economico. Poi sarebbe probabile anche un colpo di stato interno per disarcionare definitivamente Zelensky.

Intanto è intervenuto in un’intervista al Messaggero, il ministro della difesa Crosetto “Putin a Kiev? Improponibile”. Ed ancora: “Se la Russia conquista l’Ucraina nessuno si sentirà al sicuro”. “Lo Zar vuole tutta l’Ucraina. Chi ci dice che si fermerà”. La speranza è che si riesca a raggiungere tramite uno sforzo comune a livello globale, Cina compresa, una pace che sia il meno onerosa possibile per Kiev. Che certo purtroppo un prezzo, in termini di territorio, sarà costretta a pagare. Fondamentale sarebbe salvare almeno Odessa con tanto di sbocco al mare.

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