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venerdì, 14 Giugno 2024

Raisi, il 28 giugno elezioni presidenziali in Iran. Renzi: “E’ stato il responsabile del massacro di migliaia di giovani”

Cinque giorni di lutto nazionale decretati in Iran per la morte del presidente Ebrahim Raisi, 63 anni, carbonizzato insieme ad altre sette persone, tra cui il capo della diplomazia di Teheran, Hossein Amir-Abdollahian, nello schianto dell’elicottero che lo stava riportando nella capitale dal confine con l’Azerbaigian dove aveva inaugurato una diga. L’incidente, perchè di questo si tratta – ma il capo di stato maggiore dell’esercito iraniano ha ordinato l’apertura di un’inchiesta – è avvenuto, forse per il maltempo, in una zona impervia. I funerali del presidente iraniano si terranno il 23 maggio nella sua città natale di Mashhad, nel nord-est del Paese, nel mausoleo dell’Imam Reza, uno dei principali santuari degli sciti. Una prima cerimonia funebre si terrà domani a Tabriz. L’ayatollah Alì Kamenei, la ‘Guida suprema’ dell’Iran, ha conferito ufficialmente a Mohammad Mokhber, il primo vicepresidente, la carica di presidente ad interim dopo la morte di Ebrahim Raisi. Già fissate le elezioni per il nuovo presidente: si terranno il 28 giugno in linea con l’articolo 131 della Costituzione. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha osservato un minuto di silenzio in memoria di Raisi, mentre su Teheran piovono messaggi di cordoglio da parte di paesi amici e di organizzazioni vicine a Raisi e all’Iran: dalla Cina alla Russia, dall’India al Venezuela, da Hamas agli Hezbollah, agli Houti. Fuori dal coro degli estimatori del presidente iraniano, dall’Italia, l’ex-premier Matteo Renzi: “La morte di Raisi è la morte di un Capo di Stato ed è anche la morte di un uomo che è stato il responsabile del massacro di migliaia di giovani innocenti” ha commentato il leader di Italia Viva. “Questo pesa molto sul giudizio sulla persona Raisi – ha aggiunto -.Sotto la sua presidenza l’Iran ha compiuto i peggiori crimini e misfatti, speriamo che la nuova leadership dia spazio e fiducia ai giovani e riavvicini l’Iran all’Islam riformista fuori dalla teocrazia oscurantista di oggi”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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