Europee: con Schlein il PD perno dell’alternativa alla neo-DC tutta andreottiana di Meloni. Un risultato costruito dalla segretaria sul territorio con i sindaci

“Un risultato straordinario, siamo il partito che cresce di più”. Elly Schlein sottolinea la performance sopra il 24% del Partito democratico alle Europee, conquistata con il significativo contributo e il radicamento degli amministratori locali dem. La sinistra, anche con il positivo risultato di Alleanza Verdi e Sinistra, torna su percentuali importanti.

Bipolarismo

Ora occorre continuare il lavoro per costruire l’alternativa alla destra. Con tutte le prudenze rispetto ai paragoni storici, si potrebbe dire che un nuovo PCI è in pista per contrastare FdI di Meloni, quasi una nuova DC, ma tutta conservatrice, andreottiana. Potremmo trovarci di fronte a un bipolarismo rinnovato, che mette ai margini i forsennati della “X” e gli sfascio-populisti grillisti. Un quadro politico che per l’opposizione alla destra è ancora un cantiere, ma con buone prospettive se i lavori in corso proseguiranno nel binomio di concretezza e di pragmatismo proposto da Elly Schlein.

Responsabilità

“Andiamo avanti così, siamo il perno dell’alternativa – ha rimarcato la segretaria dem -. Sentiamo ancora più forte la responsabilità di costruire l’alternativa e continueremo a essere testardamente unitari”. La fotografia del percorso di chi si propone per il cambiamento in Italia è chiara: “Siamo il partito che cresce di più dalle politiche, la distanza con FdI e Giorgia Meloni si restringe”. Alle politiche del 2022 i dem in chiave ‘draghiana’ avevano raccolto solo il 19% dei consensi, mentre alle europee del 2019 si erano fermati a 22,7%. “Continueremo a fare ancora più forte le battaglie sulla questione salariale – assicura Schlein -, sulla questione sociale, sulla sanità pubblica e per rafforzare la nostra democrazia”.





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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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