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martedì, 23 Luglio 2024

G7, scontro Meloni-Macron sull’aborto

La prima giornata del G7 in Puglia si è chiusa come di solito ‘non’ si chiudono vertici di questo livello: con un botta e risposta, o meglio una lite, tra il presidente francese Emmanuel Macron e la premier italiana e padrona di casa Giorgia Meloni sul tema dell’aborto.

In serata a Borgo Egnazia – che domani attende il Papa – è saltata ogni diplomazia, complice di certo il risultato delle Europee e il terremoto elettorale in Francia, dove alle imminenti elezioni politiche l’Eliseo teme non solo una prevedibile vittoria delle destre ma anche il crollo di quel ‘cordone sanitario’ – vedi la svolta nel partito degli eredi di De Gaulle – nei confronti della destra lepenista che in altre occasioni, al secondo turno, ha impedito al Rassemblement di agguantare Matignon e magari successivamente l’Eliseo.

Fuori dei denti e per questo insolitamente chiare le parole del presidente francese, ancora sotto botta per la sconfitta del suo partito ‘doppiato’ dal duo Marine Le Pen-Jordan Bardella. Macron è stato il primo ad attaccare: si è lamentato per la ‘scomparsa’ della parola aborto dalla bozza del documento finale del summit, scomparsa peraltro contestata dalla delegazione italiana. “Sensibilità diverse” ha sottolineato il presidente francese attribuendo proprio alla premier italiana la responsabilità del fatto. “Dispiace che manchi la parola aborto nella dichiarazione finale del G7. Sensibilità diverse. Ma rispetto la scelta del popolo italiano”. Come dire ai cugini italiani – ma chiaramente per farsi sentire dai suoi connazionali – sono fatti vostri…

Gli ha risposto a stretto giro, seccata, molto seccata, la Meloni che ha accusato il suo accusatore di grave scorrettezza istituzionale. Insomma scintille: “Macron fa campagna elettorale al G7” ha detto la premier sostenendo che la parola aborto effettivamente non c’è nella bozza del documento finale del G7 ma in quel documento – ha spiegato – e proprio sul tema del diritto all’aborto c’è la conferma punto per punto della dichiarazione conclusiva del summit del G7 tenutosi l’anno scorso in Giappone. Quindi nessuna cancellazione o esclusione ma un buon compromesso (“E poi domani viene il Papa”, è la lettura semplice semplice attribuita stasera a fonti del partito della Meloni). “Non c’è alcuna ragione di polemizzare su temi che già da tempo ci trovano d’accordo. Credo sia profondamente sbagliato, in tempi difficili come questi – la risposta glaciale della Meloni – fare campagna elettorale utilizzando un forum prezioso come il G7”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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