Cina: Pechino effettua per la prima volta dal 1980 test di un missile balistico intercontinentale (ICBM) nell’Oceano Pacifico

La Cina ha effettuato, per la prima volta da molti anni, un test di lancio di un missile balistico intercontinentale (ICBM) nell’Oceano Pacifico. Secondo il ministero della Difesa di Pechino il lancio di prova era “di routine”, nel quadro delle annuali manovre di addestramento. L’agenzia di stampa statale Xinhua riporta che il lancio “ha testato efficacemente le prestazioni delle armi, nonché il livello di addestramento delle truppe e ha raggiunto l’obiettivo previsto”.

Acque internazionali

I media statali cinesi hanno affermato che Pechino aveva “informato in anticipo i Paesi interessati” al test. Normalmente le esercitazioni con missili balistici intercontinentali, che possono trasportare testate atomiche, vengono effettuati all’interno del territorio cinese, con target nel deserto Taklamakan, nella regione dello Xinjiang. Esperti militari occidentali ritengono che sia la prima volta dal 1980, che un missile balistico intercontinentale cinese viene lanciato in acque internazionali. Addirittura l’esperto di armi nucleari presso il Carnegie Endowment for International Peace, Ankit Panda, ha scritto su X: “Se non mi sfugge qualcosa, penso che questa sia la prima volta che ciò accade”, sottolineando poi che “questo genere di cose non si eseguono né di routine né annualmente”.

Giappone

In Giappone il portavoce del governo Yoshimasa Hayashi ha dichiarato ai giornalisti che: “Non c’è stato alcun preavviso da parte cinese”. Tokyo continuerà “a raccogliere e analizzare informazioni sulle attività dell’esercito cinese”, ha riportato l’emittente nipponica NHK. Il test di lancio, rimarca su X Drew Thompson, ricercatore presso la Lee Kuan Yew School of Public Policy di Singapore, “è un segnale forte” da parte di Pechino, in una fase geopolitica con “alti livelli di tensione della Cina con il Giappone e con le Filippine, oltre alla tensione perpetua con Taiwan”.

Punto critico

Per l’analista statunitense John Ridge, sebbene i rapporti tra Pechino e Washington siano migliorati nell’ultimo anno, la crescente assertività della Cina nella regione del Pacifico resta un punto critico. In un rapporto pubblicato lo scorso anno, il Pentagono stima che Pechino abbia nel suo arsenale più di 500 testate nucleari operative, di cui circa 350 installate su missili balistici intercontinentali. Nell’agosto 2023 il presidente cinese Xi Jinping, che è anche presidente della Commissione militare centrale (CMC), ha sostituito per accuse di corruzione il capo e il vicecapo dell’unità Missilistica dell’Esercito Popolare di Liberazione, l’unità d’élite delle forze armate della Repubblica Popolare Cinese che gestisce l’arsenale nucleare. Stati Uniti e Russia dal canto loro, secondo stime, sarebbero in possesso di oltre 5mila testate atomiche.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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