La polizia italiana è razzista? L’accusa del Consiglio d’Europa fa arrabbiare Mattarella

Ce ne vuole per far arrabbiare Mattarella, ma il Consiglio d’Europa c’è riuscito oggi pubblicando un rapporto con l’accusa alle forze dell’ordine italiane di essere ‘razziste’, in particolare nei confronti di rom e africani. Apriti cielo! Da Mattarella in giù, passando da Palazzo Chigi ai presidenti di Senato e Camera, dalla Farnesina (“Una vergogna, una colossale sciocchezza” ha detto Tajani) a Salvini (“Se a questi signori piacciono tanto rom e clandestini se li portino tutti a casa loro a Strasburgo”) si è registrata una pioggia di reazioni indignate – della maggioranza soprattutto, più flebile la protesta dell’opposizione – al rapporto della Commissione contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri) del Consiglio d’Europa sul comportamento delle forze dell’ordine italiane.

Nato nel dopoguerra per promuovere la democrazia e i diritti nel continente, il Consiglio d’Europa ha sede a Strasburgo ed è una istituzione diversa dall’Ue. Secondo il rapporto la polizia italiana compirebbe una “profilazione razziale” nel corso delle sue attività. Ma anche la politica entra nel mirino del rapporto perchè sarebbe diventata negli ultimi anni sempre più “xenofoba”, con un dibattito pubblico dai toni “divisivi” su stranieri e Lgbt. Dito puntato della Commissione anche verso il libro di Vannacci, ora europarlamentare, anche se il generale non viene citato per nome e cognome. L’Italia verrebbe così tenuta ‘sotto osservazione’ per un paio d’anni per essere poi sottoposta a nuovo ‘esame’… Un pò troppo e il Quirinale è intervenuto subito: il capo dello Stato ha preso il telefono ed ha chiamato il capo della Polizia, prefetto Vittorio Pisani, per esprimere “stima e vicinanza” alle forze dell’ordine e tutto il suo “stupore” per le affermazioni provenienti da Strasburgo. Giorgia Meloni è andata giù dura: “Le nostre forze dell’ordine sono composte da uomini e donne che, ogni giorno, lavorano con dedizione e abnegazione per garantire la sicurezza di tutti i cittadini, senza distinzioni, meritando rispetto, non simili ingiurie”.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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