Giappone: il partito liberaldemocratico del premier Ishiba perde la maggioranza nelle elezioni anticipate. Per la quarta economia mondiale rischio instabilità

È andata male a Shigeru Ishiba, il primo ministro liberaldemocratico giapponese, uscito con le ossa rotte dalle elezioni anticipate, che avrebbero dovuto rafforzare il suo governo. Una battuta d’arresto pesante per il Partito Liberal Democratico (LDP), alla guida del Giappone in quasi tutta la sua storia postbellica, che ha ottenuto il peggior risultato da oltre un decennio. La coalizione capeggiata da Ishiba insieme al partito Komeito, sostenuto dall’organizzazione buddista Soka Gakkai, ha conquistato soltanto 215 seggi nella Camera bassa del Parlamento nipponico.

Opposizione

In netto calo rispetto ai 279 seggi precedenti e ben al di sotto dei 233 seggi necessari per governare. Nonostante la batosta LDP resta il primo partito e con ogni probabilità Ishiba, 67 anni, tenterà di restare in sella allargando la sua maggioranza. C’è comunque da fare i conti con una incertezza politica inusuale per la quarta economia mondiale. Nonostante il notevole successo, grazie al voto di protesta, il principale partito di opposizione, il Partito Democratico Costituzionale (CDPJ), con i suoi 148 seggi è lontano dal disporre di una maggioranza. L’opposizione è frammentata e ciò rende poco probabile una collaborazione tra il CDPJ di centrosinistra e le forze liberali e di destra, a causa delle forti differenze nei loro obiettivi politici. Per il momento il leader di CDPJ, l’ex premier Yoshihiko Noda, afferma: “Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo: impedire alla coalizione di governo di ottenere la maggioranza. Questa non è la fine, ma l’inizio”.

Moon

In realtà un’affluenza alle urne in calo intorno al 53%, segnala il generale sconcerto degli elettori per lo scandalo dei fondi neri del Partito Liberal Democratico e per il continuo aumento dei prezzi. Particolarmente severo il giudizio sulla corruzione tra i liberaldemocratici, ma anche sulle collusioni di alcuni big del partito con la chiacchierata Chiesa dell’Unificazione, il movimento religioso fondato dal reverendo coreano Moon, noto in Italia per le vicende matrimoniali dell’ex vescovo cattolico Milingo. In Giappone la setta è stata collegata con l’assassinio dell’ex primo ministro liberaldemocratico Shinzo Abe nel luglio 2022.

Donne

Il Paese del Sol Levante non sta attraversando una fase facile e alle battute d’arresto dell’economia si collega la situazione di tensione in Estremo Oriente, alimentata dal crescente protagonismo della Cina e dalle provocazioni della Corea del Nord dotata di armi nucleari. In questo contesto le trattative di Ishiba per formare un esecutivo non saranno semplici, un’apertura è venuta dal conservatore Partito Democratico per il Popolo (DPP), che è stato premiato nelle urne passando da 7 a 28 seggi. Il leader Yuichiro Tamaki non ha escluso una qualche cooperazione, affermando di essere aperto a “un’alleanza parziale”. Un’altra forza di centrodestra il populista Partito dell’Innovazione Giapponese non intende invece dare sostegno a Ishiba. Piccola novità in un Parlamento giapponese dominato dalla presenza degli uomini, l’elezione di 73 donne, un numero record.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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