La nuova era Trump e le sue incognite. “Non inizierò conflitti, li fermerò”, ma crescono i timori per una guerra commerciale globale sui dazi

Donald Trump è pronto a entrare di nuovo alla Casa Bianca e pare intenzionato a farlo in grande stile. Soprattutto se i repubblicani, oltre che il Senato, conquisteranno anche il controllo della Camera dei rappresentanti. Si preannuncia davvero una nuova era Trump. Ma le incognite, in particolare per gli interlocutori internazionali del nuovo presidente USA, sono comunque molte.

Età dell’oro

Nel suo discorso di vittoria, Trump, 78 anni, ha promesso di guarire i mali degli Stati Uniti con la sua ricetta “America first” e di avviare una rinnovata “età dell’oro”. “Dio mi ha risparmiato la vita per un motivo”, ha detto ai sostenitori in giubilo nel primo saluto a West Palm Beach. “E quel motivo era salvare il nostro Paese e riportare l’America alla grandezza. Ora porteremo a termine questa missione insieme. Abbiamo superato ostacoli che nessuno pensava possibili, è una vittoria politica che il nostro Paese non aveva mai visto prima. Possiamo fare cose che nessun altro può fare. La Cina non ha quello che abbiamo noi, nessuno ha quello che abbiamo noi”.

Progetto

Netto l’impegno a porre fine alle guerre in tutto il mondo: “Io non inizierò una guerra. Fermerò le guerre”. Tutto da scoprire in realtà il progetto per porre fine all’invasione della Russia in Ucraina, così come difficile da prevedere è cosa accadrà in Medio Oriente, al di là della amicizia personale con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Tremano, invece, gli alleati atlantici della NATO, con gli europei accusati di non spendere abbastanza per la difesa che non sembrano pronti a mettere mano al portafoglio.

Successo

“Stiamo per pagare il debito. Stiamo per ridurre le tasse”, ha detto Trump agli americani, ma questo apre il fronte di una possibile guerra commerciale globale, con dazi pesanti nei confronti della Cina, ma anche delle merci europee. Trump incalza: “Renderemo l’America sicura, forte, prospera, potente e libera di nuovo”. Su questi obiettivi assicura il suo impegno e chiede l’aiuto a tutti gli americani: “È tempo di lasciarci alle spalle le divisioni degli ultimi quattro anni – afferma -. È tempo di unirci e ci proveremo, dobbiamo provare. Le persone hanno iniziato a unirsi, il successo ci unirà e inizieremo tutti a mettere l’America al primo posto”.

Musk

Il tycoon è convinto di avere con lui i migliori, a partire da Elon Musk: “È una “star, un ragazzo straordinario, un ragazzo speciale. È un super genio. Dobbiamo proteggere i nostri geni, non ne abbiamo così tanti. Dobbiamo proteggere i nostri super geni”. E un ruolo lo avrà anche Robert F. Kennedy Jr, comunemente considerato la pecora nera della grande famiglia della politica USA per le sue teorie cospirative sui vaccini. Il rampollo dei Kennedy ha ritirato la sua candidatura per sostenere Trump e il neo presidente lo lusinga: “Vuole fare alcune cose e noi glielo lasceremo fare”. Ci aiuterà a “rendere di nuovo sana l’America”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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