Nuovo allarme giovanicidi. La spavalderia dei ragazzi con le armi

C’è un nuovo allarme, quello dei giovani che uccidono altri giovani e quello che è ancora peggio e’ che ciò spesso avvenga per gioco o per errore.

” ‘O pistone l’ho trovato sulla ruota di una macchina. Non ne avevo mai maneggiato uno, non ho capito se era vero o falso, all’improvviso e’ partito un colpo e ho capito quello che era successo quando ho visto Arcangelo a terra pieno di sangue. Mi sono messo a gridare aiuto”. Questa la dichiarazione messa a verbale di Renato Caiafa, che confessa di avere ucciso per un tragico errore l’amico (non il cugino, come detto in un primo momento. I ragazzi napoletani sono saliti darsi del cugino come forte segno di affetto) 18enne, Arcangelo Correa, a Napoli nella notte di venerdì scorso.

Una mattanza di ragazzi, Arcangelo e’ la terza vittima in 17 giorni tra centro di Napoli e periferia. Si è ucciso anche per una scarpa sporca. Per ora Caiafa e’ stato fermato con l’accusa di detenzione e ricettazione di arma da fuoco.

C’è più di qualcosa che non torna nel giallo della pistola, una Beretta dello stesso calibro di quelle in dotazione alle forse dell’ordine. Ha sparato due volte. La pistola si sarebbe inceppata in un primo tentativo espellendo un proiettile sull’asfalto. Ora sarà la scientifica a chiarire i vari particolari.

La madre di Caifa arriva una sorta di appello “Ho fatto arrestare mio figlio, ma ora disarmate Napoli”. Giusto ma cosa più semplice da dirsi che farsi, dove la delinquenza minorile, con le sue assurde regole, gira spesso armata. E dove l’arma è simbolo di forza e di potere. il parroco anticamorra di Caivano, Maurizio Patricielio commenta “Questi ragazzi hanno le armi. dobbiamo chiedere come sono finite nelle loro mani. Sono schierati in bande, perché sono talmente fragili che hanno bisogno di un supporto, di un senso di appartenenza, per essere qualcuno”.

Sullo sfondo resta l’allarme rosso per quello che sta accadendo, con i tre uccisi nel giro di pochi giorni. Un dato che impone riflessione e strategie di prevenzione. Non solo coltelli, ma pistole scacciacani che vengono modificate, ed anche pistole vere di grosso calibro. Che fare? “Siamo in guerra. E in contesti del genere occorre schierare anche l’esercito” sostiene Emilia Galante Sorrentino, sostituto procuratore presso il Tribunale dei minorenni a Napoli. Lo dico a malincuore, aggiunge, “ma la città va blindata con forze dell’ordine e dell’esercito e non solo fino a mezzanotte, perché dopo quell’ora la strada resta alla mercé di delinquenti. E poi occorrono telecamere ovunque perché vi sono diritti primari da tutelare rispetto al diritto alla privacy”.

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Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

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