Pur nel sostegno all’agenda del neo eletto presidente Donald Trump, i senatori del Partito Repubblicano (GOP) hanno scelto in autonomia il loro nuovo leader. John Thune, 63 anni, senatore del Sud Dakota, è stato eletto a scrutinio segreto, sconfiggendo fin dalla prima votazione il candidato sostenuto da Elon Musk, il senatore della Florida Rick Scott.
Esperto
Thune, che succede a Mitch McConnell, il leader del GOP al Senato più longevo nella storia degli Stati Uniti, è un legislatore esperto e di talento, che probabilmente si muoverà con più oculatezza rispetto al prorompente estremismo MAGA, ma che conosce bene tutte le leve per ottenere risultati. Il Partito Repubblicano ha conquistato una maggioranza di 53 a 47 al Senato, USA aggiudicandosi nuovamente il controllo della Camera alta mentre, Trump si assicurava il ritorno alla Casa Bianca. In una dichiarazione Thune, proveniente dall’ala più tradizionale del GOP, ha affermato che il team repubblicano al Senato “è unito dietro il programma del presidente Trump”.
Difficile
In qualità di leader della maggioranza del Senato, Thune sarà il portavoce principale del GOP, coordinerà le strategie legislative e gestirà il lavoro in aula. In passato il senatore del Sud Dakota aveva avuto un rapporto difficile con Trump a partire dalle critiche alle azioni che portarono all’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, nel tentativo di non riconoscere la vittoria di Joe Biden. Tuttavia durante la campagna elettorale, Trump e Thune hanno parlato spesso al telefono e il leader della maggioranza entrante al Senato si è recato in visita alla residenza del tycoon a Mar-a-Lago in Florida. Proprio il lavoro parlamentare di Thune costituirà una parte cruciale degli sforzi di Trump per far passare la sua agenda politica. Intanto, nel corso di un incontro alla Casa Bianca, con stretta di mano inclusa, Trump e Biden hanno discusso della logistica del passaggio di potere e dei temi chiave dalla politica estera degli Stati Uniti. I due interlocutori, repubblicano e democratico, hanno affermato di sperare in una transizione “agevole”, dopo una “dura” campagna elettorale.
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