Regionali: in Italia non scatta l’effetto Trump. Centrosinistra si conferma in Emilia Romagna ed è leggermente avanti in Umbria. Schlein, Pd perno dell’alternativa alle destre

Niente effetto Trump sulle elezioni regionali in Italia. In Emilia Romagna si conferma la guida del centrosinistra con Michele de Pascale e in Umbria la candidata del campo largo, la civica Stefania Proietti, è al momento davanti con un leggero vantaggio rispetto alla concorrente delle destre, la governatrice uscente Donatella Tesei.

Affluenza

Problematico il dato dell’affluenza alle urne in netto calo, con circa il 46% in Emilia Romagna e il 52% in Umbria, a dimostrazione della disaffezione in larghe fasce di elettorato. Sul piano politico, come ha confermato la segretaria Pd, Elly Schlein, l’unità e il campo largo si confermano decisivi per l’affermazione del centrosinistra rispetto alle destre, a differenza di quanto accaduto poche settimane fa in Liguria. Una coalizione progressista, che comunque vede un preciso traino da parte del Pd. In Emilia Romagna i dem si collocano sopra il 40%, quasi il doppio di Fratelli d’Italia e in Umbria intorno al 30%, mentre il partito della premier Meloni è vicino al 20%.

Perno

In una breve dichiarazione a caldo a Rainews, Schlein parla di una “vittoria emozionante e commovente” in Emilia Romagna. In ogni ogni caso “un dato straordinario si profila per il Pd”, “perno dell’alternativa a queste destre. Un segno di dove possiamo arrivare quando siamo uniti e compatti intorno all’obiettivo”. Significativamente pragmatico il neo governatore dell’Emilia Romagna Michele de Pascale: “La nostra è stata una campagna elettorale onesta e mai arrogante. Mi rivolgo direttamente alla premier Meloni: in questa terra siamo stati feriti” dalle catastrofiche alluvioni, con migliaia di cittadini in grave difficoltà. “Deve finire la speculazione politica e serve un grande cambio di passo. Su questo metterò tutto il mio impegno e spero” che con Meloni si possa fare un “patto repubblicano”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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