Da Gianroberto Casaleggio a Sahra Wagenknecht, il MoVimento 5 stelle cambia pelle e si affranca definitivamente da Beppe Grillo. “Da francescani a gesuiti”, ammonisce il comico in un post su Whatsapp con cui tenta l’ultima zampata, che però non graffia. Con la leadership di Giuseppe Conte, ex presidente del Consiglio, il MoVimento abbandona le origini rivoluzionarie (francescane, appunto) per diventare un più normale partito, che a grande maggioranza degli iscritti si definisce “progressista indipendente”.
Mandati
Conte volta completamente pagina, riservandosi anche – con il consenso di oltre il 50% dei militanti – la possibilità di cambiare nel prossimo futuro nome e simbolo. Scompare definitivamente la regola che caratterizzava i grillini: il limite dei due mandati. D’ora in avanti saranno tre, con la deroga per la candidatura a sindaco e presidente di Regione. Cancellato anche il ruolo di garante, che consentiva a Grillo di avere sempre l’ultima parola. Al suo posto verrà eletto un apposito organo collegiale. Novità anche sul fronte delle alleanze, che dovranno essere condizionate a un preciso accordo programmatico. L’Assemblea Costituente, ha sottolineato Conte, è servita “per tracciare una nuova rotta, per ascoltare la base”. Ovvero quegli “iscritti che non ci hanno lasciato, a dispetto delle scissioni e dei tradimenti di qualcuno che aveva contribuito al sogno”.
Gamba tesa
Per Conte: “Il fuoco è vivo, non si è spento. È sempre dentro di noi. Il M5s non sarà mai una timida brezza, ma un vento forte”. Durissimo il giudizio sull’ex garante: “Non mi sarei mai aspettato che si mettesse di traverso ed entrasse a gamba tesa. Questo ha creato un cortocircuito”, ma “non è mai stato uno scontro del garante contro il sottoscritto“. Sulla collocazione politica, Conte chiarisce: “Siamo progressisti, in quanto non ci appartiene la cultura della conservazione, la cultura reazionaria”. Siamo “radicali nei valori e pragmatici nelle soluzioni” e anche le alleanze “saranno sempre non un fine, ma un mezzo per cambiare la società, combattere battaglie giuste. Siamo disponibili a sporcaci le mani e a confrontarci, ma ci sarà intransigenza sulla legalità e sull’etica pubblica”.
Fuori dal coro
Nuova partner a livello internazionale sembra poter essere la leader rossobruna tedesca, Sahra Wagenknecht. La pasionaria del populismo di sinistra invita a lottare “insieme per un’Europa della pace e della giustizia sociale”. E Conte accoglie prontamente: “Creeremo spazi per forze politiche che sono fuori dal coro, dal sistema dell’establishment e non sono disponibili a fare da vassalli a nessuno”. Nessun dubbio dell’ex premier, prima gialloverde insieme a Salvini e poi giallorosso con il Pd, sulle soluzioni per i fronti di guerra: “Dobbiamo essere travolgenti nel chiedere ai nostri governanti di imporre una svolta negoziale per porre fine alla guerra. L’abbiamo detto dall’inizio che questa escalation ci avrebbe portato sul baratro della terza guerra mondiale”. Allo stesso modo, ha rimarcato Conte, “diciamo che il governo di Netanyahu è un governo criminale e deve rispondere delle sue condotte criminali. Questo senza essere accusati di antisemitismo”.
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