Alle 18 (ora italiana) Joe Biden – sia pure ‘bruciato’ di qualche minuto da Donald Trump – ha dato l’annuncio che il mondo attendeva: Israele e Hamas hanno detto sì all’accordo per una tregua nella guerra scoppiata un anno e mezzo fa a Gaza. Un cessate il fuoco che inizierà domenica con il rilascio in questa prima fase di 33 ostaggi israeliani e con la liberazione contestuale di mille palestinesi detenuti nelle carceri dello stato ebraico, anche accusati di terrorismo. E che porrà fine – si spera – alla mattanza di civili nella Striscia (oltre 45.000 le vittime tra la popolazione. in 467 giorni di guerra) messa a ferro e fuoco dall’esercito con la stella di Davide dopo e come rappresaglia per il feroce attacco dei terroristi di Hamas del 7 Ottobre 2023 al confine tra i due paesi che ha provocato oltre 1200 vittime tra i civili israeliani e un ‘bottino’ di un centinaio di ostaggi per gli autori del massacro. Un massacro, uno choc per gli israeliani, una “seconda Shoah” ha detto più di qualcuno a Gerusalemme. E proprio gli ostaggi sono al centro dell’accordo sulla tregua, le loro condizioni e il loro rilascio il nodo che ha impedito fino ad oggi il raggiungimento di un’intesa rischiando di mandare a monte le ultime affannose ore di un negoziato che si è svolto e concluso a Doha tra Usa, Qatar, Egitto, Israele e, da remoto, Hamas. L’annuncio da Washington ha provocato un’esplosione di gioia tra la popolazione di Gaza: in migliaia sono scesi per le strade sventolando bandiere palestinesi e alzando le dita a forma di ‘V’, in segno di vittoria. Più contenuta la reazione in Israele a parte la comprensibile esultanza dei parenti degli ostaggi e di chi da mesi contesta e si oppone al premier Netanyahu, criticato per la guerra, per le vittime civili a Gaza e per la gestione del problema degli israeliani rapiti. In molti, più scettici se non addirittura contrari come i seguaci dell’ultradestra religiosa, anche oggi continuano a parlare dell’accordo come di una “resa”.
Gli sviluppi si vedranno, da qui a domenica. E forse, secondo Israele, non tutto ancora è concluso: il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha infatti dichiarato che l’accordo di cessate il fuoco con Hamas “non è ancora completo e si stanno definendo gli ultimi dettagli”. La dichiarazione di Netanyahu arriva poche ore dopo l’annuncio da parte di Stati Uniti e Qatar di un accordo sul cessate il fuoco a Gaza e la liberazione degli ostaggi israeliani. L’ombra di qualche minaccia nella dichiarazione del capo negoziatore di Hamas Khalil al-Hayya: ha detto che il gruppo militante palestinese “non perdonerà” le sofferenze inflitte a Gaza da Israele durante la guerra. “A nome di tutte le vittime, di ogni goccia di sangue versata e di ogni lacrima di dolore e oppressione, diciamo: non dimenticheremo e non perdoneremo”, ha affermato al-Hayya, membro dell’ufficio politico di Hamas.
Tra Biden e Trump poi una sorta di gara a chi più ha lavorato e voluto l’intesa tra Israele e Hamas (a una settimana dall’insediamento del presidente eletto alla Casa Bianca). Il presidente uscente ha perorato la sua causa, parlando del successo della ‘sua’ iniziativa (“una trattativa tra le più difficili del mio mandato”): “Oggi, dopo molti mesi di intensa diplomazia da parte degli Stati Uniti, insieme a Egitto e Qatar, Israele e Hamas hanno raggiunto un cessate il fuoco e un accordo sugli ostaggi. Questo accordo fermerà i combattimenti a Gaza, aumenterà l’assistenza umanitaria tanto necessaria ai civili palestinesi e riunirà gli ostaggi alle loro famiglie dopo oltre 15 mesi di prigionia” ha detto Biden. Per parte sua il presidente eletto, dopo aver dato l’annuncio dell’intesa tra Israele e Hamas ‘bruciando’ sul filo di lana dei minuti il predecessore Biden, ha parlato di un “accordo epico” rivendicando a sè, alla sua vittoria nella corsa alla Casa Bianca e alle sue parole, il merito del successo (“Se Hamas non firma scatenerò l’inferno”). Per Trump l’accordo è arrivato solo perchè lui ha vinto la corsa alla Casa Bianca “poiché ha segnalato al mondo intero che la mia amministrazione avrebbe cercato la pace e negoziato accordi per garantire la sicurezza di tutti gli americani e dei nostri alleati”. Il presidente eletto ha sostenuto che “abbiamo ottenuto così tanto senza nemmeno essere alla Casa Bianca. Immaginate tutte le cose meravigliose che accadranno quando tornerò alla Casa Bianca e la mia amministrazione sarà pienamente confermata, così da poter garantire altre vittorie per gli Usa”. Una sorta di siparietto perchè quando un giornalista ha chiesto a Biden chi aveva contribuito di più al raggiungimento di un cessate il fuoco a Gaza, se lui o Trump, il presidente si è girato ed ha risposto provocatoriamente: “Ma è uno scherzo?”
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