Ucraina: la diplomazia coercitiva di Trump preoccupa. Pausa negli aiuti militari, per obbligare Zelensky alla pace senza garanzie

Il presidente Trump ha sospeso la consegna di aiuti militari all’Ucraina, la pausa continuerà fino a quando il tycoon non riscontrerà da parte di Kiev impegno nei colloqui di pace con la Russia. Il capo della Casa Bianca ha scelto quella che alcuni osservatori definiscono “diplomazia coercitiva”. Vuole che Zelensky, bistrattato a dovere nello Studio Ovale, si sottometta e firmi la pace con la Russia e l’accordo sulle terre rare. Il tutto senza alcuna garanzia futura di sicurezza per l’Ucraina e soprattutto senza indicare quali concessioni dovrebbe fare per parte sua la Russia.

Bandiera bianca

Trump sta dicendo agli ucraini: se volete il sostegno degli Stati Uniti, dovete sedervi tavolo delle trattative senza condizioni, alzando bandiera bianca. L’ennesimo ordine esecutivo taglia la fornitura di armi e munizioni per più di 1 miliardo di dollari. Non è la prima volta che Trump nega gli aiuti all’Ucraina, li bloccò durante il suo primo mandato nel tentativo di convincere Zelensky a fornire informazioni compromettenti sul suo rivale Joe Biden. Un modo di fare che portò alla richiesta di impeachment, conclusa con l’assoluzione da parte del Senato. Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato un totale di oltre 180 miliardi di dollari di assistenza all’Ucraina dal momento dell’invasione russa di tre anni fa. Ma prima della attuale sospensione, è dal giorno dell’entrata in carica di Trump che gli aiuti militari si sono progressivamente ridotti, nel solco dello scetticismo mostrato da sempre dai repubblicani. Secondo la BBC, oggi l’Europa fornisce nel complesso il 60 percento degli aiuti all’Ucraina, tuttavia il supporto militare degli Stati Uniti è ancora vitale.

Missili

Da un lato ci sono i sofisticati sistemi di difesa aerea e i missili che hanno dato a Kiev la capacità di effettuare attacchi a lungo raggio e dall’altro lato le informazioni di intelligence, e tutti sanno che nessuno può eguagliare gli USA in termini di sorveglianza spaziale, raccolta di informazioni e comunicazioni. Il presidente Trump ha però deciso di fare pressione senza remore e attacca regolarmente Zelensky: “Questo tizio non vuole che ci sia la pace, finché avrà il sostegno dell’America e l’Europa”. E sul ruolo del Vecchio Continente calca la mano la spalla di Trump, il vicepresidente J. D. Vance, che a Fox News dice: “I capi di Stato europei in pubblico si gonfiano il petto e dicono: ‘Siamo con Zelensky per i prossimi 10 anni’. Poi, in privato, prendono il telefono e dicono: ‘Non può andare avanti per sempre, deve sedersi al tavolo delle trattative”. E Putin si frega le mani…

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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