Cittadinanza: Germania, coalizione conservatori/socialdemocratici blocca ‘turbo’ percorso di 3 anni per integrare migranti. In Italia referendum 8-9 giugno

Stop in Germania al percorso ‘turbo’ di tre anni per ottenere la cittadinanza da parte degli immigrati “integrati”. La nuova coalizione di governo tedesca, composta dal centro-destra di CDU/CSU e dal centrosinistra dei socialdemocratici SPD, abolirà il percorso triennale in base all’accordo raggiunto dopo le elezioni del febbraio scorso. Il prossimo esecutivo del cancelliere Friedrich Merz da un lato ha tolto il freno delle stringenti regole costituzionali sul debito per favorire la ripresa economica, e dall’altro lato ha deciso un giro di vite – sulla pressione dei risultati elettorali dell’estrema destra – sulle politiche migratorie.

Irregolare

“Vogliamo porre fine all’immigrazione irregolare – ha chiarito Merz -. Lanceremo un’offensiva per i rimpatri, sospenderemo i ricongiungimenti familiari e aumenteremo significativamente il numero di Paesi di origine sicuri, modificheremo la legge sulla cittadinanza”. Il socialdemocratico Lars Klingbeil ha rimarcato: “Nell’accordo affermiamo che la Germania è e rimane un Paese d’immigrazione, ma regoliamo e controlliamo la migrazione. Procederemo ancor più chiaramente contro l’immigrazione irregolare”. Gli immigrati potranno richiedere la cittadinanza tedesca dopo 5 anni di residenza continuativa nel Paese e un livello di conoscenza del tedesco intermedio, classificato come B1. Confermata la possibilità di doppia cittadinanza con uno Stato non membro dell’UE, che interessa soprattutto la numerosa comunità turca in Germania.

Conquista

Il tema della cittadinanza legato a quello più complessivo dell’immigrazione resta all’ordine del giorno anche in Italia, dove i cittadini saranno chiamati a dare una precisa indicazione nel referendum del prossimo 8 e 9 giugno. Un risultato positivo porterà alla riduzione da 10 a 5 per gli anni di residenza legale richiesti per poter avanzare la domanda di cittadinanza. Una volta ottenuta la cittadinanza sarebbe automaticamente trasmessa ai figli minori. Una modifica che per i promotori della consultazione rappresenterebbe una conquista decisiva per circa 2 milioni e mezzo di persone di origine straniera, che da anni abitano, lavorano e contribuiscono alla crescita del Paese.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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