Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha celebrato a Genova, città Medaglia d’oro al Valor Militare, l’ottantesimo anniversario del 25 Aprile, della liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista. “Nel 1945 l’Italia si univa nuovamente – Sud e Nord – dopo che quest’ultimo era stato separato e trattenuto in ostaggio dai nazisti e dalla Repubblica di Salò”, ha rilevato il capo dello Stato. “Da taluno si è argomentato come il contributo ‘militare’ recato dalla Resistenza non sia stato decisivo per il crollo della Linea Gotica. Al contrario, le forze dell’Asse in campo avevano difficoltà a presidiare, allo stesso tempo, le aree verso le quali premevano le forze alleate e le zone interne sempre più nelle mani della Resistenza”.
Pace
Per Mattarella “l’aspirazione profonda del popolo italiano, dopo le guerre del fascismo, era la pace. La Resistenza si pose l’obiettivo di raggiungere la pace come condizione normale delle relazioni fra popoli. Anche dalle diverse Resistenze nacque l’idea dell’Europa dei popoli, oggi incarnata dalla sovranità popolare espressa dal Parlamento di Strasburgo. Furono esponenti antifascisti coloro che elaborarono l’idea d’Europa unita, contro la tragedia dei nazionalismi che avevano scatenato le guerre civili europee. Difendere la libertà dei popoli europei è compito condiviso. Ora, l’eguaglianza, l’affermazione dello Stato di diritto, la cooperazione, la stessa libertà e la stessa democrazia, sono divenuti beni comuni dei popoli europei da tutelare da parte di tutti i contraenti del patto dell’Unione Europea”.
Partecipazione
Il Presidente della Repubblica ha ricordato varie figure liguri della lotta di liberazione, a partire da Sandro Pertini, settimo Presidente della nostra Repubblica: “La sua figura induce a ricordare che la partecipazione politica è questione che contraddistingue la nostra democrazia. È l’esercizio democratico che sostanzia la nostra libertà. Da questi principi fondativi viene un appello: non possiamo arrenderci all’assenteismo dei cittadini dalla cosa pubblica, all’astensionismo degli elettori, a una democrazia a bassa intensità. Anche per rispettare i sacrifici che il nostro popolo ha dovuto sopportare per tornare a essere cittadini, titolari di diritti di libertà”. Esemplare la figura del comandante partigiano Aldo Gastaldi “Bisagno”, protagonista di un “impegno per la Patria, la giustizia, la libertà, considerato come servizio d’amore, oltre che esercizio di responsabilità. La Chiesa di Genova ha determinato di dare avvio al processo canonico di beatificazione di questo Servo di Dio”.
Libertà
Un ricordo che inevitabilmente si collega alla “grande lezione che ci ha consegnato Papa Francesco”, se è vero che con la Resistenza “si apriva la stagione dei diritti umani delle persone e dei popoli, per prevenire i conflitti, per affermare che la dignità delle persone non si esaurisce entro i confini dello Stato del quale sono cittadini. Non ci può essere pace soltanto per alcuni. Benessere per pochi, lasciando miseria, fame, sottosviluppo, guerre, agli altri”. Ed ecco “perché è sempre tempo di Resistenza, perché sono sempre attuali i valori che l’hanno ispirata”. A Genova “si espresse e si affermò il respiro della libertà. Un’anima che non sarebbe mai stata tradita. Un patto, un impegno, che non sarebbero venuti meno neppure quando, negli anni ‘70, il terrorismo tentò di aggredire le basi della nostra convivenza democratica. Dalle fabbriche venne una risposta coraggiosa, esigente”, simboleggiata dalla figura di Guido Rossa, il sindacalista della CGIL ucciso dalle Brigate rosse. “La sua testimonianza – per Mattarella -appartiene a quei valori di integrità e coraggio delle persone che edificarono la Repubblica”.
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