Alassane Ouattara ha vinto al primo turno le elezioni presidenziali in Costa d’Avorio , tenutesi sabato 25 ottobre. Secondo i risultati annunciati dalla Commissione Elettorale Indipendente (CEI) ad Abidjan, ha ottenuto l’89,77% dei voti. Ado, come lo chiamano i suoi sostenitori, 83 anni, si è assicurato un quarto mandato contro un’opposizione divisa. L’affluenza alle urne si è attestata intorno al 50%, in quella che gli osservatori consideravano una prova della resilienza democratica per il principale produttore mondiale di cacao e di anacardi, isola di stabilità in un’Africa occidentale scossa da colpi di stato e dagli attacchi jihadisti.
Esclusi
Dietro Ouattara, l’imprenditore Jean-Louis Billon con il 3,09%. Dalla competizione erano però stati esclusi in via preventiva due contendenti potenzialmente forti: il banchiere Tidjane Thiam e l’ex presidente Laurent Gbagbo, il primo per questioni di nazionalità e il secondo per una condanna penale. La Costa d’Avorio è un paese in cui convivono circa sessanta gruppi etnici di diverse lingue e religioni, insieme a una numerosa popolazione straniera, proveniente principalmente dai vicini paesi del Sahel. Le elezioni presidenziali sono state in molte occasioni sinonimo di tensioni politiche e intercomunitarie, nel 2010 si registrarono gli scontri più gravi con 3 mila morti. Quasi 44.000 agenti delle forze dell’ordine sono stati dispiegati per evitare disordini e la campagna elettorale di tutti i candidati ha visto un mix di comizi e balli, sulle note dei gruppi musicali più popolari. La famosa hit “Coup du marteau” (“Colpo di martello”) del rapper Tam Paiya, è diventata l’inno non ufficiale del partito di governo RHDP.
Crescita
Ouattara, in carica dal 2010, può far valere la crescita degli ultimi 15 anni, dopo l’uscita del paese da una brutale guerra civile. Secondo la Banca Mondiale, la Costa d’Avorio ha registrato uno dei tassi di crescita più rapidi dell’Africa subsahariana e Ouattara ha investito in strade, acqua, servizi igienici ed edifici pubblici. Secondo il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) la creazione di posti di lavoro per una popolazione molto giovane resta una delle preoccupazioni più urgenti, mentre nel 2023 oltre il 39% della popolazione viveva al di sotto della soglia di povertà. Gli avversari accusano Ouattara di eccessivo appiattimento sulla Francia, ex potenza coloniale. La Costa d’Avorio ha adottato una linea dura nei confronti delle giunte militari di Mali, Niger e Burkina Faso, che hanno formato l’Alleanza degli Stati del Sahel (AES) in legame stretto con la Russia. Nel gennaio 2025, comunque, il governo ivoriano ha chiuso le basi militari francesi, con una mossa destinata a placare l’opinione pubblica e ha acquistato carri armati dalla Cina.
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