Sahara occidentale: Consiglio sicurezza dell’ONU sostiene piano del Marocco per autonomia. No di Polisario e Algeria, ma per Trump è ok

Il Consiglio di sicurezza dell’ONU sostiene il piano del Marocco per l’autonomia, sotto la sovranità marocchina, del Sahara occidentale. La risoluzione, proposta dagli Stati Uniti, ritiene il piano presentato da Rabat nel 2007 “la soluzione più fattibile” per mettere fine al conflitto cinquantennale e invita tutte le parti coinvolte a “cogliere questa opportunità senza precedenti per una pace duratura”. Nel voto sulla risoluzione Russia, Cina e Pakistan si sono astenuti, mentre non ha partecipato l’Algeria, che sostiene gli indipendentisti sahrawi del Fronte Polisario.

Referendum

Il Marocco considera il Sahara Occidentale suo territorio, mentre il Polisario nel 1976, al ritiro delle truppe coloniali della Spagna, ha proclamato la Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD). Il Fronte sostiene l’autodeterminazione attraverso un referendum per l’indipendenza. Dal cessate il fuoco del 1991, il Marocco controlla circa l’80% del territorio, dietro una barriera di sicurezza, il “muro di sabbia” lungo oltre duemila chilometri, diventato confine di fatto. La missione delle Nazioni Unite MINURSO pattuglia l’intero territorio da oltre trent’anni ed è stata nuovamente rinnovata dal Consiglio di sicurezza. Migliaia di persone si sono radunate nelle strade delle principali città marocchine per celebrare il voto della risoluzione, sventolando bandiere e scandendo slogan patriottici. Il re Mohammed VI del Marocco ha rimarcato: “Stiamo aprendo un nuovo e vittorioso capitolo nel processo di consacrazione del carattere marocchino del Sahara, che mira a chiudere definitivamente questa questione”. Ha esortato i rifugiati saharawi nei campi gestiti dal Polisario nel sud-ovest dell’Algeria a sostenere l’autonomia. Il re ha poi rinnovato il suo appello a un “dialogo fraterno” con l’Algeria e ha affermato che il Marocco è impegnato nell’Unione del Maghreb.

Tavolo

Algeri ha però confermato la sua posizione pro-indipendenza. “La decisione finale sul futuro non può e non deve spettare a nessun altro che non sia il popolo sotto il dominio coloniale”, ha dichiarato l’ambasciatore algerino all’ONU, Amar Bendjama. “Questo testo ignora le proposte del Fronte Polisario. Sono parte del conflitto e la loro opinione deve essere ascoltata”. Il Fronte in una dichiarazione conferma che parteciperà a “nessun processo di pace o negoziato basato su proposte volte a legittimare l’occupazione militare marocchina”. L’ambasciatore statunitense all’ONU, Mike Waltz, sottolinea: “Esortiamo tutte le parti a sfruttare le prossime settimane per sedersi al tavolo delle trattative e avviare discussioni serie. Crediamo che la pace nella regione sia possibile quest’anno e faremo ogni sforzo per facilitare i progressi”. Il presidente Donald Trump aveva ribadito a luglio il suo sostegno alla sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale e l’inviato di Washington, Steve Witkoff, ha affermato che gli Stati Uniti stanno lavorando a un accordo di pace tra Algeria e Marocco. La Francia e il Regno Unto hanno compiuto una mossa simile, riconoscendo la sovranità di Rabat. Anche la Spagna, ex potenza coloniale, ha appoggiato la posizione del Marocco, così come la maggior parte dei paesi dell’Unione Europea e un numero crescente di paesi africani.

Fosfati

L’ultimo rapporto dell’ONU descrive una situazione tesa, ma sostanzialmente statica nel territorio, caratterizzata – dopo il ritiro del Polisario dal cessate il fuoco nel 2020 – da ostilità a bassa intensità. Il Sahara Occidentale si trova sulla costa nord-occidentale dell’Africa e affaccia sull’oceano Atlantico. L’area prevalentemente desertica, grande quanto lo stato USA del Colorado, è ricca di fosfati e vengono stimate importanti riserve petrolifere e di gas. Il Marocco ha fortemente investito, costruendo un porto in acque profonde e un’autostrada lunga oltre 1000 chilometri. La popolazione è aumentata con l’insediamento di marocchini nei principali centri abitati: il capoluogo El Aaiun e la città portuale di Dakhla, già Villa Cisneros in spagnolo, nota alla fine degli anni Venti come tappa dell’Aeropostale – la compagnia aerea transatlantica francese dedicata al servizio postale – che ebbe tra i suoi piloti Antoine de Saint-Exupery, l’autore de “Il piccolo principe”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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