Ucraina: in arrivo 100 caccia francesi Rafale. Lettera d’intenti siglata da Zelensky e Macron

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e quello francese, Emmanuel Macron, hanno firmato una lettera d’intenti per l’acquisizione da parte di Kiev di 100 caccia di ultima generazione Rafale F4 e altri sistemi di difesa aerea SAMP-T (ancora in fase di sviluppo), radar e droni da aziende francesi. I possibili contratti contenuti nel documento non costituiscono un accordo concreto di compravendita e verranno concordati “in un arco temporale di circa 10 anni”, ha precisato la presidenza francese.

Storico

In un post su X dopo la firma, Macron ha scritto: “Grande giornata”, in francese e in ucraino. Zelensky ha definito l’intesa: “Storica”. L’accordo punta a rafforzare la capacità di Kiev di proteggere il paese dai micidiali attacchi russi, pesantemente intensificatisi nelle ultime settimane. Mosca ha preso di mira le infrastrutture energetiche e ferroviarie e provocando blackout in tutta l’Ucraina. Decine di civili sono rimasti uccisi negli attacchi, in quelli che Kiev e i suoi alleati occidentali descrivono come crimini di guerra. Si prevede che le consegne dei Rafale, realizzati da Dassault Aviation, saranno completate entro il 2035, mentre la produzione congiunta di droni intercettori inizierà quest’anno. I dettagli finanziari dell’operazione devono ancora essere definiti, ma secondo alcune indiscrezioni la Francia intende attrarre finanziamenti dall’UE e accedere anche ai beni russi congelati, una mossa controversa, che finora ha diviso i 27 dell’Unione.

Proteggere

Zelensky ha sottolineato che l’utilizzo di sistemi così avanzati “significa proteggere la vita delle persone e questo è molto importante. È ciò di cui abbiamo bisogno per la rigenerazione dell’esercito ucraino”. L’aeronautica militare ucraina sta già utilizzando gli aerei da guerra francesi Mirage e gli F-16 di fabbricazione statunitense. Kiev ha anche accettato di acquistare in via provvisoria i caccia Saab Gripen svedesi. Per contrastare l’invasione su vasta scala scatenata da Vladimir Putin nel febbraio 2022. Zelensky si recherà anche in Spagna per cercare ulteriore sostegno. Nel fine settimana aveva concluso un accordo con la Grecia, per forniture vitali di gas naturale liquefatto statunitense attraverso un gasdotto nei Balcani. Mosca controlla attualmente circa il 20% del territorio ucraino e le truppe russe stanno avanzando lentamente lungo la vasta linea del fronte, nonostante le ingenti perdite.

Anticorruzione

Macron ha lodato loda la capacità nella lotta anticorruzione di Kiev, sostenendo di credere fermamente che il presidente Zelensky possa riuscire a tenere sotto controllo il fenomeno. La scorsa settimana il leader ucraino ha chiesto il licenziamento di due ministri per lo scandalo da 100 milioni di dollari, che coinvolgeva aziende energetiche statali. Secondo gli osservatori resta il punto interrogativo sulla capacità degli europei di sostituire gli Stati Uniti nel sostegno a Kiev, dopo la stretta imposta da Donald Trump.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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