I democratici, mentre Trump impazza, cercano di scaldare i motori. Il giro di boa delle elezioni di midterm (previste per il prossimo 3 novembre) sarà decisivo negli Stati Uniti, determinante per avere presidenziali libere e giuste nel 2028. L’ultima settimana è stata importante per i governatori democratici che puntano a correre per la Casa Bianca. Il cavallo di razza sembra essere il governatore della California, Gavin Newsom, che ha tenuto il discorso sullo stato del Golden State, ma sono pronti a scendere in campo anche Josh Shapiro della Pennsylvania e Andy Beshear del Kentucky, che pure loro hanno tenuto importanti discorsi.

Faro
La questione è se l’americano medio sia pronto ad accogliere la visione felpata e ‘giusta’ dei democratici o ancora una volta quella feroce e ‘sbagliata’ di Trump e del mondo MAGA. Newsom ha delineato una visione per gli Stati Uniti alternativa a quella di Donald Trump: ha descritto il suo Stato come “un faro” di democrazia e ha contrapposto il “progetto” della California al “carnevale del caos” del tycoon. Il governatore ha denunciato quella ha descritto come l’erosione delle norme democratiche da parte di Trump, sostenendo che il governo federale è diventato “irriconoscibile”: protegge i potenti a spese dei vulnerabili. “Signor presidente – ha detto rivolgendosi direttamente a Trump – non si possono interrompere gli aiuti alimentari essenziali per milioni di persone, non si possono inviare i militari nelle città americane senza giustificazione. Non si possono interrompere crudelmente e illegalmente i finanziamenti per la ricerca medica, la sicurezza nazionale o la risposta alle catastrofi. Tutto questo è sbagliato”.

Minuto di silenzio
Prima del discorso Newsom aveva osservato un minuto di silenzio in onore di Renee Nicole Good, la donna di 37 anni uccisa a colpi d’arma da fuoco da un agente federale dell’ICE a Minneapolis. Il suo approccio energico e combattivo è piaciuto, resta – come detto – il quesito se l’approccio liberal sia in grado di attrarre i consensi della classe media. Newsom ha rivendicato la ricetta californiana, che ha consentito la riduzione del numero dei senzatetto, la diminuzione dei tassi di criminalità, gli aumenti del salario minimo per i lavoratori dei fast food e del settore sanitario e l’incremento della spesa per l’istruzione. L’amministrazione democratica ha compiuto passi da gigante nel rendere la California più accessibile, nel nome della “affordability”, che indica la capacità di un bene o di un servizio (come sanità, istruzione, mutui) di essere economicamente alla portata dei cittadini. Il tutto nel quadro di un sistema fiscale statale con tasse più elevate per i redditi alti, sicuramente più equo rispetto ai sistemi di Stati ultra repubblicani, come il Texas e la Florida, che “stanno martellando i redditi più bassi”. La California, ha rimarcato Newsom, “sta offrendo una narrazione diversa: un modello operativo, un modello politico che altri possono seguire”. E allora, gli Stati Uniti “non prospereranno” e potrebbero non sopravvivere, “se non troveremo un modo per vivere e progredire insieme, nonostante le nostre differenze. Questo è il cuore di ciò che dovrebbe animare la nostra politica, oggi e in futuro”.
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