Uno spiraglio per l’Ucraina, non più di un piccolo spiraglio, a quattro anni dall’invasione russa e oggi più che mai provata anche per la morsa del freddo. Trump ha strappato al presidente russo Vladimir Putin la promessa di sette giorni di tregua proprio per il grande gelo che ha colpito il paese e tutto l’est europeo, una concessione – almeno così l’ha messa Trump – da parte di Mosca per le avverse condizioni atmosferiche che stanno mettendo a dura prova la popolazione ucraina. Mini-tregue erano già state effettuate nel corso della guerra, dal febbraio del 2022, ma si è trattato finora di brevi interruzioni dei combattimenti per consentire scambi di prigionieri. Stavolta il cessate il fuoco è più lungo e le motivazioni ufficiali fanno sperare in un atteggiamento meno intransigente di Mosca nelle trattative per la pace. L’annuncio a sorpresa è venuto direttamente dal capo della Casa Bianca nel corso di una conferenza stampa. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che il presidente russo ha accettato di non sparare su Kiev per una settimana a causa del freddo. “Ho chiesto personalmente al presidente Putin di non sparare su Kiev e su varie città per una settimana, e lui ha accettato di farlo”, ha detto Trump al termine di una riunione del Consiglio dei Ministri, citando il “freddo straordinario” nella regione. “È stato molto bello. Molti hanno detto: ‘Non sprecare la chiamata, non la otterrai. Sono contento di averci provato e lui l’ha fatto”, ha aggiunto Trump. La notizia è stata accolta ovviamente con soddisfazione dal presidente ucraino Zelensky che ora si aspetta da Mosca il passaggio dalle parole ai fatti e cioè la sospensione dei bombardamenti su Kiev e sulle altre città del suo paese.
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