Francia/Germania: a Parigi vince il socialista Grégoire, Le Pen non sfonda a Marsiglia. In Renania-Palatinato prima CDU davanti a SPD, impennata dei neonazi AfD

Tornata elettorale amministrativa di grande peso politico in Francia e in Germania. In Francia, a un anno dalle elezioni presidenziali, i partiti politici hanno misurato la propria forza e influenza. Il primo turno delle elezioni comunali aveva confermato il buono stato di salute delle estreme: a destra il Rassemblement national (RN) di Marine Le Pen e a sinistra La France Insoumise (LFI) di Jean-Luc Mélenchon. Ma il sistema elettorale a due turni alla fine ha fondamentalmente premiato, questa volta per gli incarichi di sindaco, le forze che non hanno scelto il populismo nelle sue diverse declinazioni.

Socialisti

I risultati delle principali città francesi parlano chiaro: a Parigi ha vinto largamente il socialista Emmanuel Grégoire, nonostante non ci sia stato l’apparentamento con LFI. Anche Marsiglia il sindaco uscente di sinistra Benoît Payan – sostenuto dai socialisti – viene rieletto pur avendo rifiutato il sostegno ufficiale di LFI, e batte l’atteso candidato sostenuto da RN, Franck Allisio. A Lione l’accordo tra gli ecologisti e LFI porta alla conferma del sindaco uscente dei Verdi, Grégory Doucet. Fa la sua bella figura a Tolosa la destra moderata dei Républicains con la riconferma del sindaco Jean-Luc Moudenc. A Nizza di segnala la vittoria di Éric Ciotti, alleato del Rassemblement National, contro l’esponente di centrodestra, Christian Estrosi. Qualche gioia anche per i macroniani, l’ex primo ministro Edouard Philippe – che ha annunciato la candidatura alle presidenziali – è rieletto a Le Havre e a Bordeaux vince l’ex ministro Thomas Cazenave, di Renaissance.

Magonza

In Renania-Palatinato si è tenuta le seconda delle cinque elezioni nei Länder previste quest’anno in Germania. Un altro banco di prova per il governo di coalizione CDU-SPD, guidato dal cancelliere democristiano, Friedrich Merz. La CDU (31%) – secondo i risultati parziali – ha vinto, superando la SPD (26%), che guidava da 35 anni il Land sud-occidentale. La regione vinicola tedesca da cui provengono gli antenati di Donald Trump e dove a Ramstein si trova la più grande base aerea statunitense al di fuori degli USA. Il successo della CDU darà una spinta a Merz in vista dei mesi intensi che lo attendono. La SPD conferma il suo momento difficile, ma potrebbe scegliere un’intesa di governo con la CDU simile a quella di Berlino, in questo caso guidata dal cristiano democratico, Gordon Schnieder. Impennata per l’estrema destra di Alternative für Deutschland AfD (19,5%), che raddoppia i propri consensi e replica questa a volta a ovest i successi già ottenuti nella Germania orientale. A conferma che la sua promessa di cambiamento radicale sta trovando riscontro tra i tedeschi di ogni estrazione sociale. Reggono i Verdi (8%) che avevano governato con la SPD, mentre resterà fuori dal parlamentino di Magonza la terza forza della coalizione cosiddetta ‘semaforo’, il Partito liberale (FPD). Non supera lo sbarramento al 5% anche la formazione di sinistra Linke.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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