Trump vs Meloni: la premier, da me “parole chiare”. Schlein la difende, “grave attacco”. Governo congela accordo su difesa con Israele

Giorgia Meloni dal Vinitaly di Verona apre l’ombrello per ripararsi dalle bordate che le lancia Donald Trump in una intervista al Corriere della sera. Gli scricchiolii nell’idillio politico tra il tycoon e la premier si erano già sentiti, ma la situazione è precipitata con il violento attacco del capo della Casa Bianca contro Papa Leone XIV sulla necessità della pace.

Coraggio

“Con gli alleati bisogna avere il coraggio di dire quando non si è d’accordo”, scandisce Meloni. “Penso di essere stata molto chiara, non so quanti altri leader l’avrebbero fatto. E questo è per quelli che dicono che ci sarebbe una sudditanza”. La premier rimarca: in particolare, “ penso che le dichiarazioni sul Pontefice fossero inaccettabili. Quando si è amici bisogna anche dire quando non si è d’accordo, che è quello che io faccio ogni giorno. Perché credo che questo faccia bene all’Europa, agli Stati Uniti e all’Occidente in generale”. Italia e Stati Uniti hanno un rapporto di lunga data e che “non riguarda il singolo governo. Non è la politica estera di Giorgia Meloni. È la politica estera italiana da 80 anni, non penso che le alleanze tra nazioni cambino in base a chi guida o governa. Per capirci, non penso che domani i nostri alleati strategici dovrebbero essere altri. Non penso che dovremmo guardare a un’altra parte del mondo. Per quanto possa essere complesso e difficile, il mio orizzonte, il nostro orizzonte, rimane l’Occidente. La nostra collocazione storica geopolitica, lo ha ribadito anche il presidente Mattarella, è europea e occidentale: io mi attengo a quella collocazione, che condivido pienamente”.

Condanna

Di fronte agli attacchi di Trump, giunge a Meloni la solidarietà, forse inattesa, di Elly Schlein. “Esprimo la nostra più ferma condanna, all’attacco del presidente Trump alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni – afferma la segretaria del Pd dai banchi dell’opposizione a Montecitorio – per aver doverosamente espresso solidarietà al Papa per le gravissime parole” del presidente USA. “L’Italia è un paese libero e sovrano – insiste Schlein – e la nostra Costituzione è chiara: l’Italia ripudia la guerra. Nessun capo di Stato straniero può rivolgersi con questa grave mancanza di rispetto nei confronti del nostro paese e del nostro governo. Siamo avversari politici, ma siamo tutte e tutti cittadini italiani e rappresentanti degli italiani e non accettiamo attacchi né minacce dai governi di altri paesi”.

Netanyahu

Giorgia Meloni, in un clima internazionale che richiede nettezza di posizioni, ha preso le distanze anche da un altro partner scomodo, il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu. Il governo italiano ha sospeso l’intesa di collaborazione in campo militare con Israele, stabilita da un memorandum del 2005. “In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele”, ha sentenziato Meloni. Nei giorni scorsi, dopo pressioni ravvicinate dei militari israeliani nei confronti del contingente italiano dell’ONU in Libano, Meloni e il ministro degli Esteri Tajani avevano rilevato: “La decisione di Hezbollah di trascinare” il Libano in un nuovo conflitto con Israele “è stata irresponsabile, ma i continui attacchi israeliani, che hanno già provocato troppi morti e un inaccettabile numero di sfollati, devono cessare immediatamente. L’Italia ribadisce ancora una volta con fermezza la necessità di garantire la sicurezza dei soldati italiani e dell’intero contingente UNIFIL”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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