Fine vita: Parlamento francese approva legge sul suicidio assistito. Ultima parola a Corte costituzionale

Dopo oltre due anni di accese dispute politiche, in Francia il Parlamento ha approvato una legge che istituisce il “diritto al suicidio assistito“, con una precisa serie di condizioni che regolamentano il fine vita. Al paziente verrà fornita una sostanza letale, che potrà poi autosomministrarsi in presenza di un medico o di un infermiere, con una sola eccezione: se il paziente non fosse fisicamente in grado di farlo, e solo in tal caso, l’operatore sanitario sarà autorizzato a compiere l’atto letale. La nuova disposizione si applica solo ai cittadini francesi adulti o che risiedano stabilmente e legalmente nel paese.

Volontà

I pazienti devono essere affetti da una patologia “grave e incurabile” che metta a rischio la loro vita, con “un processo irreversibile, caratterizzato dal deterioramento della salute, che compromette la qualità della vita”. La sola sofferenza psicologica non è sufficiente a dare diritto al trattamento e il paziente deve essere in grado di esprimere la propria volontà, escludendo quindi coloro che soffrono di gravi disturbi psichiatrici o di malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer. La legge prevede un protocollo preciso per l’intero processo, a partire dalla presentazione della richiesta al medico curante. Il medico avrà quindici giorni di tempo per prendere una decisione. Dovrà consultare altri professionisti sanitari, in una procedura collegiale e, dopo aver ricevuto l’approvazione, il paziente avrà tre mesi per attuare la propria scelta, con il medico che deve rivalutare la sua capacità di intendere e di volere.

Farmaco

Una volta fissata la data, una farmacia autorizzata consegnerà il farmaco all’operatore sanitario che accompagnerà il paziente. L’intera procedura sarà coperta dall’assicurazione sanitaria. Se la legge verrà approvata dal Consiglio costituzionale, la Francia entrerà far parte della cerchia relativamente ristretta di paesi che hanno riconosciuto questo diritto: dal Belgio ai Paesi Bassi, passando per Svizzera, Spagna, Canada, Uruguay, Nuova Zelanda e alcuni stati degli Stati Uniti e dell’Australia. In un messaggio pubblicato su X, il presidente Emmanuel Macron, parla di un “dibattito rispettoso” e di un “impegno mantenuto. Nel 2022 mi sono impegnato ad aprire questa strada con il popolo francese, con serietà, umiltà e nel pieno rispetto della nostra democrazia”. Sinistra e i sostenitori di Macron hanno votato in larga maggioranza a favore, mentre destra e estrema destra si sono espressi contro.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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