Il Cav va a Canossa e sigla la tregua con Meloni. Pronta la lista dei ministri

Berlusconi è andato a Canossa e ha siglato la tregua con Giorgia Meloni: metteranno da parte le incomprensioni reciproche, che però restano tutte, e andranno insieme con Salvini alle consultazioni di Mattarella per formare al più presto, già alla fine della prossima settimana, un governo di centrodestra “coeso” per risolvere i gravi problemi del paese. I due avrebbero alla fine trovato un’intesa anche sulla lista dei ministri da proporre al Quirinale.

Una foto postata da Berlusconi al termine del faccia a faccia di un’ora e mezzo – i volti appaiono comunque un pò tirati, in particolare quello del Cav – ha sancito per i media la fine di uno scontro che rischiava di far naufragare prima ancora del varo il primo esecutivo di centrodestra dopo dodici anni.

La premier in pectore ha ottenuto che il presidente di Forza Italia si muovesse dalla sua villa romana sull’Appia per recarsi nella sede di Fratelli d’Italia in via della Scrofa. Che fosse insomma il Cav a muoversi per andare a trovarla a casa sua: mai successo a memoria dei cronisti politici, un segnale chiarissimo sul nome del vincitore del braccio di ferro. Obiettivo dichiarato del faccia a faccia un chiarimento dopo il voltafaccia di Fi nel voto per l’elezione di La Russa al Senato e ancor più dopo quell’appunto velenoso in cui Berlusconi riassumeva per punti (e a favore di teleobiettivo dei fotografi) tutto quello che non gli andava giù sul carattere della Meloni.

Alla fine l’avvicinarsi del giorno dell’incarico e della presentazione al Quirinale della lista dei ministri, insieme al pressing di amici e parenti, ha indotto il Cav a metter fine almeno per il momento allo scontro con colei che ha vinto le elezioni e a siglare se non proprio una pace almeno un cessate il fuoco che ha poi consentito ai due di postare una foto insieme e di emanare una nota congiunta con l’annuncio che la delegazione del centrodestra andrà unita da Mattarella.

Un mezzo calumet, insomma, che schiarisce l’orizzonte ma non dirada le nuvole nel centrodestra, per occuparsi poi nel resto del tempo e più concretamente della lista dei nomi del nuovo, prossimo esecutivo, sempre che il capo dello Stato affidi alla Meloni l’incarico come vuole la prassi (5 ministeri a Fi, ma non la Giustizia: la Meloni non ha ceduto, andrebbe a Nordio con la Casellati dirottata alle Riforme; 5 più uno, il Mef, alla Lega con Giorgetti; gli altri 12 a Fratelli d’Italia; se poi passa l’ipotesi dei vice-premier, i posti sono già appannaggio di Tajani, che avrebbe anche la Farnesina, e a Salvini che si insedierebbe alle Infrastrutture abbandonando il sogno del Viminale che andrebbe al prefetto Piantedosi, suo capo di gabinetto agli Interni nel Conte 1).

“L’incontro si è svolto in un clima di unità di intenti e di massima cordialità e collaborazione” dice comunque la nota finale che Renzi aveva anticipato a modo suo parlando di “tarallucci e vino”. “I due leader sono al lavoro per dare il più presto possibile all’Italia un governo forte, coeso e di alto profilo – più seriamente recita ancora la nota – che si metta subito al lavoro per affrontare le urgenze” a partire dal caro energia.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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