I fanatici di Trump all’attacco, mozione di sfiducia per lo speaker (repubblicano) della Camera USA

Mentre Donald Trump è di nuovo alla sbarra, in un processo civile in cui rischia il suo impero economico, tra repubblicani si fa sempre più dura la bagarre tra i sostenitori dell’ex presidente e gli esponenti moderati del GOP. Un repubblicano di estrema destra della Florida, Matt Gaetz, ha presentato una mozione di sfiducia per estromettere il presidente (repubblicano) della Camera dei rappresentanti, Kevin McCarthy.

Quinta colonna

L’accusa è quella di essere una quinta colonna di Biden e dei democratici, dopo il recente accordo parlamentare per evitare lo shutdown, il blocco delle attività amministrative del governo americano. Gaetz ha accusato il collega repubblicano di “lavorare per i democratici”. Il trumpiano ha detto ai giornalisti: “Ho abbastanza repubblicani che mi appoggiano, per cui due sono le cose: o McCarthy non sarà più il presidente della Camera, o lo sarà lavorando però per i democratici. Il popolo americano ha diritto di sapere”.

Mirino

La pattuglia di ultra-conservatori populisti repubblicani legati a Trump ha da sempre McCarthy nel mirino. Per la prima volta dal 1923, proprio a causa della fronda, il parlamentare della California non venne eletto speaker della Camera dei rappresentanti al primo scrutinio. Dopo un’estenuante trattativa con i repubblicani ribelli e una serie di concessioni, McCarthy viene infine eletto al quindicesimo scrutinio. Particolarmente pesante – e utilizzata ora da Gaetz – la modifica al regolamento che consente a ciascun membro della Camera di proporre una mozione di sfiducia nei confronti dello speaker.

Estremismo

Il presidente Joe Biden ha ripetutamente denunciato l’estremismo repubblicano e i rischi di paralisi della pubblica amministrazione. A maggio scorso era stato raggiunto un accordo bipartisan che doveva scongiurare una battaglia sul bilancio nella stagione di avvicinamento alle elezioni del 2024. Ma i trumpiani hanno cercato l’escalation, puntando anche allo stop di ogni ulteriore sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina, impegnata a difendersi dall’invasione russa. La mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Camera dei rappresentanti è stata usata solo due volte, senza successo, nel secolo scorso. In teoria il voto sulla mozione è previsto in tempi brevi, ma vari strumenti procedurali potrebbero essere messi in campo per ostacolare la conta.

Maggioranza

Gaetz si è detto disposto a sostenere come successore il repubblicano della Louisiana Steve Scalise, attualmente vice di McCarthy. Alla Camera la maggioranza è di 218, i repubblicani dispongono di 221 seggi e i democratici di 212. Sembra che gli ultrà repubblicani solidali con Gaetz siano soltanto un pugno o poco più, ma comunque scomodissimi per il futuro dello speaker in carica. Non scontato l’eventuale sostegno dei democratici, che criticano McCarthy per aver approvato l’avvio di un’inchiesta del Congresso per valutare la messa in stato d’accusa del presidente Biden.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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