Ungheria: migliaia in piazza dopo la vicenda della grazia su un caso di pedofilia. Possibile valanga anti-Orban, come già accaduto in Polonia

Decine di migliaia di manifestanti in Ungheria, dopo la vicenda della grazia presidenziale in un caso di abusi sessuali su minori, che ha scioccato la nazione. I manifestanti hanno riempito la piazza degli Eroi a Budapest in solidarietà con le vittime degli abusi e per chiedere autentiche riforme al sistema ungherese di protezione dell’infanzia. La settimana scorsa la presidente dell’Ungheria, Katalin Novak, esponente del partito Fidesz del premier Viktor Orban, si era dimessa dopo lo scandalo dell’annullamento della pena.

Orfanotrofio

Con lei avevano lasciato il proprio posto altri due esponenti di spicco del partito ultra-conservatore di governo, tra cui l’ex ministro della Giustizia, coinvolti nel caso. Sulla decisione della grazia avrebbe pesato anche l’opinione di un vescovo della chiesa riformata e consigliere del premier. All’origine dello scandalo il beneficio concesso da Novak al vicedirettore di un orfanotrofio, condannato a tre anni per aver costretto i bambini a ritrattare le denunce di abusi contro il direttore dell’istituto. Il responsabile dell’orfanotrofio gestito dal governo, a sua volta è stato condannato a otto anni di carcere per gli abusi sui bambini. La manifestazione potrebbe innescare quell’effetto valanga che nella vicina Polonia nei mesi scorsi ha portato il movimento di protesta alla sconfitta elettorale dei sovranisti reazionari del Pis.

Mostri

Orban governa l’Ungheria da quasi 14 anni e ha dato vita a una “democratura”, regime formalmente democratico e sostanzialmente autoritario messo sotto osservazione da parte dell’Unione Europea. La dimostrazione è stata convocata da alcune delle personalità più popolari dei social media e da youtuber ungheresi per chiedere una “società sana”, con lo slogan: “Ci sono dei mostri là fuori”. Zsolt Osvath, un popolare creatore di contenuti online, ha detto all’emittente DW: “Non so esattamente cosa otterremo alla fine, ma è certo che non rimarremo più in silenzio. Abbiamo voluto uscire dalla zona di comfort degli schermi dei nostri computer”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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