Germania: a sorpresa in Brandeburgo i socialdemocratici del cancelliere Scholz superano l’estrema destra. Male democristiani e Verdi

Sorpresa nelle elezioni del Brandeburgo, il Land orientale della Germania che circonda la capitale Berlino. Il Partito Socialdemocratico (SPD) del cancelliere Olaf Scholz, in progresso di voti, mantiene (30,9%) la maggioranza ottenuta fin dall’unificazione tedesca del 1990. In crescita anche l’estrema destra di Alternativa per la Germania (AfD), al 29,2%, in un quadro di forte affluenza alle urne al 72,9%.

Stop

I neo-nazisti hanno subito uno stop, dopo aver conquistato il primo posto nelle recenti elezioni in Turingia e Sassonia, sempre nell’ex Germania Est. In netto calo i cristiano-democratici (CDU), al 12,1%, superati dalla nuova formazione di sinistra populista BSW (13,5%), guidata dalla pasionaria Sahra Wagenknecht. Debacle per i Verdi, che non superano lo sbarramento elettorale del 5%. Il cancelliere Scholz, in difficoltà dopo i risultati delle europee, esce confortato dal turno elettorale, con il suo partito capace di resistere alla forte sfida dell’estrema destra, che da mesi era avanti in tutti i sondaggi.

Locomotiva

Le elezioni nei Lander sono viste come un test in vista delle elezioni federali dell’anno prossimo. Scholz ha espresso il desiderio di candidarsi nuovamente come cancelliere. Tuttavia, il successo della SPD nel Brandeburgo va in gran parte attribuito al popolare governatore del Land, Dietmar Woidke. Per formare il governo locale, Woidke parlerà anzitutto con la CDU, suo attuale alleato, in vista di una possibile alleanza a tre con il partito di Sahra Wagenknecht. L’immigrazione e le diverse visioni sulle questioni geopolitiche, come la fornitura di armi all’Ucraina, sono stati i temi al centro della campagna elettorale, insieme alla attuale situazione economica non felice della ex ‘locomotiva’ tedesca. La polarizzazione tra estrema destra ed estrema sinistra entrambi amici della Russia e le formazioni di centrosinistra, a partire dalla SPD, caratterizzeranno il futuro voto nazionale, come un vero e proprio stress test per la democrazia tedesca.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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