L’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca appare destinato a rilanciare le criptovalute a livello mondiale. In campagna elettorale il tycoon aveva promesso di fare degli Stati Uniti il polo mondiale delle valute digitali, basate sulla tecnologia blockchain, ipotizzando persino di costituire una riserva nazionale strategica in bitcoin. Soltanto un paio di anni fa il mondo dei Bitcoin e delle altre valute digitali sembrava destinato a una crisi irreversibile.
Scandalo
Emblematico il fallimento di FTX, ai tempi il terzo più grande exchange di criptovalute con un volume di scambi attivi di 10 miliardi di dollari. Uno scandalo che aveva scosso la fiducia dell’intero settore e portato alla condanna a 25 anni di prigione per il co-fondatore dell’azienda, Sam Bankman-Fried. Le criptovalute sembravano destinate a rimanere un prodotto di nicchia, con una platea di sostenitori sfegatati, ma relativamente limitata. Con il successo di Trump nelle elezioni presidenziali del 5 novembre è tornato l’entusiasmo. Con un vero e proprio ‘rally’ il bitcoin è schizzato ai massimi, anche sopra la soglia psicologica dei 100mila dollari.
Amministrazione
Per diversi posti strategici della nuova amministrazione, Trump ha scelto uomini favorevoli al settore delle criptovalute. Il presidente eletto ha annunciato il ritorno alla SEC (Securities and Exchange Commission), la Consob statunitense, di Paul Atkins, che già la guidò ai tempi di Bush. Atkins è considerato molto più favorevole alle criptovalute rispetto al presidente uscente, Gary Gensler, che con una serie di norme ha reso difficile per banche e società finanziarie fornire servizi in criptovalute. Anche il presidente in carica della Federal Reserve Jerome Powell, per altro nominato da Trump durante il suo primo mandato, ha descritto il bitcoin come un concorrente digitale dell’oro, ma non del dollaro, poiché si tratta di un bene speculativo altamente volatile non utilizzato come forma di pagamento. Il che non ne esclude l’utilizzo per acquistare beni illegali online, tanto che il governo iraniano degli ayatollah ha visto le criptovalute come un’opportunità per aggirare le sanzioni occidentali.
Rialzista
Con la vittoria di Trump gli esperti si attendono in ogni caso novità, a partire dalla rimozione di alcune regolamentazioni che consentiranno alle banche e ad altre istituzioni di entrare nel settore. Un segnale può venire dal numero di nuovi bancomat Bitcoin installati in tutto il mondo nel 2024, sono stati oltre 2mila. Il primo bancomat bitcoin negli Stati Uniti venne lanciato nel 2014 ad Austin in Texas. Una ricerca Finbold, piattaforma di notizie su criptovalute e finanza, segnala l’apertura di circa 1.100 ATM negli USA, ma anche di 116 in Europa, dove la tendenza a espandersi dell’infrastruttura delle criptovalute sembra viaggiare in modo indipendente dallo stato di un mercato ancora molto esiguo. Il 2025 sembra destinato a confermare il ciclo rialzista del mercato delle criptovalute e l’interesse mondiale per le infrastrutture di asset digitali. Il 2024 si è rivelato eccezionale con varie criptovalute che hanno raggiunto i loro massimi storici, mentre enti regolatori hanno approvato molteplici fondi negoziati in borsa su Bitcoin ed Ethereum. Gli americani hanno poi votato per l’amministrazione e per la legislatura fino ad oggi più favorevoli alla blockchain. Ora non resta che vedere tycoon Trump all’opera.
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