UE: socialisti, in un mondo che cambia necessaria maggiore sicurezza per l’Europa. Schlein, “serve la difesa comune, non il riarmo nazionale”

“In un mondo che cambia è necessaria una maggiore sicurezza per l’Europa, e l’Ucraina è l’Europa”. I socialisti europei a Bruxelles riflettono sul nodo difesa comune, all’indomani degli strappi di Trump e dopo l’annuncio del piano “Rearm Europe” da 800 miliardi, presentato dalla presidente della Commissione UE Ursula Von der Leyen. Elly Schlein ha rilanciato la proposta del Partito democratico per un piano di difesa comune, che sia “un piano industriale, energetico, un piano sociale e ambientale di innovazione. Lotteremo per avere investimenti comuni europei, per un nuovo Next Generation EU. È inaccettabile utilizzare i fondi di coesione e dirottarli sulla spesa militare”.

Cooperazione

Anche per il presidente del PSE, lo svedese Stefan Löfven: “Il riarmo individuale dei 27 Stati membri non è una soluzione a livello di UE, che è ciò di cui abbiamo bisogno. È imperativo accelerare la cooperazione e aumentare la nostra autonomia nel campo della difesa e prendere insieme iniziative comuni europee”. E ha aggiunto: “La posizione progressista sulla sicurezza europea non deve concentrarsi esclusivamente sulle armi: è anche stabilità, benessere, cooperazione e coesione. Gli investimenti nella difesa non possono andare a discapito della politica di coesione europea, che è parte essenziale del progetto europeo”. Concetti confermati in tono più istituzionale dal presidente del Consiglio UE, il socialista portoghese Antonio Costa: “È tempo di trasformare i nostri principi in azioni concrete. Possiamo garantire la pace e la sicurezza, in Ucraina e in Europa, solo essendo forti ed è per questo che l’UE sta realizzando il suo più grande sforzo di difesa di sempre”.

Investimenti

Tra i leader socialisti presenti il premier spagnolo Pedro Sanchez, il primo ministro della Lituania Gintautas Paluckas, il cancelliere tedesco uscente Olaf Scholz, il vice-cancelliere austriaco Andreas Babler e il vice-premier bulgaro Atanas Zafirov. Schlein ha rimarcato: “La richiesta è quella di riprendere il coraggio che si è avuto durante il Covid, superando veti storici e mettendo in campo il più grande piano di investimenti comuni della storia europea”. Insomma il piano “Rearm Europe” di von der Leyen va corretto: “Serve una difesa comune davvero europea ha sottolineato la segretaria dem – non il riarmo dei singoli Stati nazionali”, producendo “progetti fatti insieme da più Paesi europei, interoperabilità e coordinamento dei sistemi di difesa”, con un passo concreto “nel senso di un’Europa federale”. Schlein ha aggiunto: “Chiediamo che accanto al supporto dato all’Ucraina ci sia uno sforzo diplomatico dell’Ue che finora è mancato. Serve un piano europeo per la pace, per una pace che sia giusta e duratura”. Un mandato chiaro per sedersi al tavolo “a difesa dell’Ucraina e dell’UE. Bisogna fare un salto in avanti, partecipare a quel tavolo e arrivarvi con una propria proposta di pace”.

Responsabilità

Nelle ore precedenti il Consiglio straordinario Ue, presente anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, anche il gruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo aveva rilevato che “Rearm EU è un punto di partenza, non di arrivo. Abbiamo bisogno di nuovi finanziamenti dedicati alla difesa europea, che rafforzino la nostra industria e salvaguardino al contempo il nostro benessere sociale. Questa è l’unica via per un’Europa sicura e un sostegno duraturo all’Ucraina“. Fuori della UE, il premier laburista britannico Keir Starmer incalza: “Ogni nazione deve contribuire nel miglior modo possibile, apportando diverse capacità e supporto, ma tutti devono assumersi la responsabilità di agire, tutti devono aumentare la propria quota di onere”. E in Italia su una lunghezza d’onda non lontana da Schlein, si trova il leader di Italia Viva, Matteo Renzi: “Servono investimenti in difesa, certo, ma attenzione: mettere soldi nel settore militare significa non comprare pallottole, ma investire in ricerca, innovazione, startup, laboratori di ricerca. Perché la tecnologia è il vero investimento militare”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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