Clamoroso al Bundestag: il cancelliere in pectore Friedrich Merz non è riuscito a ottenere in Parlamento la maggioranza dei voti necessari per entrare in carica. Preoccupanti segnali di crisi per l’alleanza di Grosse Koalition tra i conservatori popolari di CDU/CSU e i socialdemocratici della SPD. Merz aveva l’ambizione di diventare un leader forte come Angela Merkel. Ma sui 630 componenti del Bundestag, ha ottenuto soltanto 310 voti, sei in meno della maggioranza richiesta di 316. Merz potrà affrontare un secondo voto, ma al momento la procedura non è definita.
Franchi tiratori
La situazione è inedita, un evento senza precedenti nella storia moderna della Germania, che fa riemergere i fantasmi della Repubblica di Weimar. Complessivamente, valutano gli osservatori politici tedeschi, sarebbero 18 i parlamentari franchi tiratori dei due partiti della coalizione che hanno negato il loro sostegno a Merz. La seconda votazione deve essere effettuata entro quattordici giorni, si attendono decisioni politiche in merito. Il rischio concreto sono nuove elezioni anticipate, per altro già richieste a gran voce dai neo-nazisti di Alternative für Deutschland (AfD), partito arrivato secondo alle elezioni dello scorso febbraio con il 20,8%. Il blocco conservatore CDU-CSU di Merz era uscito vincente dalle elezioni con il 28,5% dei voti. Per formare il governo era però necessario dare vita a una coalizione e l’accordo è stato trovato con i socialdemocratici, che con il 16,4% hanno registrato il loro peggior risultato del dopoguerra. Il fallimento di Merz determina un clima di confusione e i commentatori politici parlano di un’umiliazione non prevedibile, anche se non tutti nella SPD erano soddisfatti dell’accordo e nella CDU/CSU ci sono esponenti disponibili a dialogare con AfD.
Affidabili
La co-leader di AfD, Alice Weidel, ha scritto su X che il voto ha mostrato “la debole base su cui si è costruita la piccola coalizione tra conservatori e SPD, già respinta dagli elettori”. L’aspettativa era che Merz, 69 anni, ottenesse la fiducia e si recasse poi dal Presidente federale della Germania, Frank-Walter Steinmeier, per prestare giuramento. Il messaggio, anche a fronte della crisi globale innescata da Donald Trump, era che la Germania avesse posto finalmente fine a mesi di paralisi politica, con le inevitabili ricadute sul fronte dell’economia. I corrispondenti politici dal Bundestag ritengono ora che il mancato appoggio a Merz indichi chiaramente che, se anche la coalizione dovesse arrivare al potere, al suo interno si nasconde un potenziale problema. “È nostro dovere storico fare in modo che questo governo abbia successo”, aveva affermato Merz firmando il documento della coalizione con i socialdemocratici. Sulla carta la maggioranza era ritenuta più stabile di quella “semaforo” (SPD, Verdi e liberali) caduta lo scorso novembre. Il co-leader della SPD, Lars Klingbeil, che avrebbe dovuto diventare il vice cancelliere di Merz, ha dichiarato all’agenzia di stampa tedesca DPA che tutti i parlamentari del suo partito erano presenti al voto e ha aggiunto: “Siamo affidabili”.
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