Germania: rebus governo dopo la vittoria della CDU di Merz, possibile Grosse Koalition con SPD. Grande affluenza alle urne, crescono estrema destra di AfD e a sinistra Linke

Nella Germania con tre vincitori, il rebus è il futuro governo. A vincere le elezioni anticipate sono i Cristianodemocratici (CDU/CSU) del cancelliere Friedrich Merz che si avvicinano ma non raggiungono il 30% di consensi, ma anche l’estrema destra di Alternativa per la Germania (AfD) che conquista un risultato storico oltre il 20%, raddoppiando i suoi voti. A sorpresa si dimostra vincente, con una campagna centrata su TikTok e Instagram, anche la sinistra della Linke, guidata dalla giovane Heidi Reichinnek, unico partito a non aver cavalcato il tema immigrazione e che sfiora il 9%.

Socialdemocratici

Sconfitta la coalizione uscente di governo, definita “semaforo”, con il crollo verticale dei socialdemocratici SPD del cancelliere Olaf Scholz (16%) e dei liberali FDP, che non rientrano in Parlamento. Calo anche per i Verdi all’11,6%, bersaglio degli attacchi dei conservatori in campagna elettorale per il loro impegno sulla transizione ecologica. L’affluenza alle urne è stata dell’83%, in notevole aumento rispetto al 76,6% delle elezioni del 2021. Merz si gode il successo e assicura che si metterà subito al lavoro per formare il nuovo governo. In un post su X, ha rimarcato: “Ora adempiremo rapidamente al nostro mandato di governo, perché il mondo là fuori non ci sta aspettando. Né sta aspettando lunghi colloqui e trattative di coalizione. Dobbiamo essere di nuovo in grado di agire al più presto”.

Coalizione

Servirà in ogni caso una coalizione e il percorso richiederà degli sforzi. Al Bundestag per avere la maggioranza servono almeno 316 seggi, sui 630 totali. La soluzione più gestibile sarebbe la classica Grosse Koalition a due con la SPD, che in base ai primi conteggi potrebbe contare su 329 seggi, 208 CDU e 121 SPD. Assai più complicata da formare e da gestire una coalizione a tre. Sulla base dei ‘colori’ dei partiti, si parla di coalizione “Kenya”, CDU/CSU, SPD e Verdi. Al momento unico dato certo l’esclusione da ogni possibile alleanza degli estremisti di AfD, tenacemente sostenuti in campagna elettorale da Elon Musk. Fuori dai giochi con ogni probabilità anche i rosso-bruno putiniani del partito BSW di Sahra Wagenknecht, che per una manciata di voti non hanno superato lo sbarramento del 5%. Merz ha già delineato alcuni tratti di programma : “La priorità assoluta è che gli europei comunichino e siano uniti. Non dovremo farci illusioni su ciò che viene dall’America, dopo le ultime dichiarazioni di Trump è chiaro che questa amministrazione non si preoccupa del destino dell’Europa. L’intervento di Elon Musk nella campagna elettorale è tanto drammatico e scandaloso quanto l’intervento di Mosca”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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