Arrivano i curdi? Ancora una volta il contributo dei peshmerga – i coraggiosi combattenti curdi – potrebbe rivelarsi determinante per abbattere un sanguinario regime islamista, dopo il califfato dell’ISIS si punta a spazzare via gli ayatollah in Iran. Le milizie curde iraniane si sono consultate negli ultimi giorni con gli Stati Uniti per decidere se e come attaccare le forze dei pasdaran nel Rojhelat, la parte occidentale dell’Iran. Al momento la situazione appare congelata, con i gruppi di opposizione curdi iraniani che non hanno iniziato attività militari significative contro la Repubblica Islamica.

Coalizione
La scorsa settimana, cinque formazioni curde iraniane hanno annunciato la formazione della Coalizione dei Partiti del Kurdistan, una nuova alleanza politica volta a unificare gli sforzi contro il regime di Teheran e a promuovere l’autodeterminazione curda. Anche il Partito Komala, che aderisce all’Internazionale socialista, si è unito all’alleanza. Tra il 2014 e il 2025 il PJAK – gemello iraniano del PKK turco guidato da Abdullah Ocalan – ha effettuato circa il 70% degli attacchi curdi contro le forze del regime iraniano. L’unica certezza al momento è che droni dei pasdaran hanno colpito basi curde nella regione del Kurdistan iracheno. Secondo fonti giornalistiche americane, i gruppi armati curdi sarebbero in trattative con gli Stati Uniti per ottenere fornitura di armi.

Intelligence
Qualsiasi operazione dei peshmerga richiederebbe un notevole supporto militare e di intelligence da parte degli USA. Una iniziativa militare da parte dei curdi potrebbe poi alimentare movimenti armati anche da parte di altre minoranze etniche iraniane, a partire dai beluci, che hanno stretti legami con i combattenti della confinante provincia del Baluchistan in Pakistan. L’azione armata dei curdi potrebbe creare spazio per una sollevazione all’interno dell’Iran di tutti quegli iraniani che si oppongono al regime degli ayatollah, le cui proteste sono sempre state represse nel sangue dalle bande armate del regime sciita.

Partnership
Sui rapporti tra Washington e i curdi pesa il ‘tradimento’ della partnership in Siria, dove la regione autonoma curda di Rojava è stata lasciata sola in favore del nuovo regime di Ahmad al-Shara. I curdi in Iran non si impegneranno pienamente in una lotta il cui esito li dovesse ancora una volta lasciare isolati e tocca a Washington chiarire la visione dell’Iran post-regime clericale. La forza repressiva degli ayatollah ha finora dimostrato che la sola pressione popolare non si è tradotta in un cambiamento politico, in assenza di attori organizzati e con la necessaria credibilità politica.
Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.
Imposta in20righe come fonte preferita







