Trump ora attacca anche Giorgia Meloni: “Pensavo avesse coraggio, sono scioccato”

Dopo il papa anche Giorgia Meloni finisce nel mirino di un incontenibile Donald Trump che in un’intervista telefonica al Corriere.it ha accusato la premier italiana di non avere “coraggio” sulla guerra scatenata da Usa e Israele contro l’Iran e di “sbagliare” nella difesa di Leone XIV dagli strali del tycoon (ieri la Meloni aveva definito “inaccettabili” le parole del presidente americano contro il pontefice, ndr). L’inquilino della Casa Bianca non finisce di stupire. Oggi la sua reprimenda ha colpito il primo ministro italiano che pure, in patria e non solo, era considerata una partner schierata in modo anche troppo deciso e senza tentennamenti al fianco dell’alleato americano. Ma tant’è: in attesa di probabili ulteriori giravolte del presidente a stelle e strisce la premier italiana, finora destinataria di caldi apprezzamenti da parte della Casa Bianca, ha dovuto leggere dal Corriere.it le parole fortemente critiche del suo (ex?) alleato e amico irritato per l’atteggiamento del governo italiano (Sigonella?) sulla guerra in Medioriente e soprattutto per quell’aggettivo (“inaccettabili”) usato per bocciare i giudizi del tycoon su Leone XIV, parole che non hanno prodotto pentimenti di sorta. “E’ lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”, ha detto Trump al Corriere della Sera. “Meloni piace alla gente? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”, ha aggiunto affermando esplicitamente che la Meloni “non vuole aiutarci nella guerra”. “Piace il fatto che la vostra presidente non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? – si è chiesto il presidente – Piace alla gente? Non posso immaginarlo”.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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