Taiwan non vuole dire soltanto muro contro muro con Pechino. Di fronte alle posizioni ultranazionaliste del presidente Lai Ching-te, peraltro in minoranza nello Yuan Legislativo di Taipei, si rafforza l’alternativa sorridente di Cheng Li-wun, la leader del maggior partito dell’opposizione taiwanese, il Kuomintang. Si tratta della storica formazione del generale Chiang Kai-shek, il leader nazionalista sconfitto nel 1949 da Mao Zedong e riparato nell’isola del Mar Cinese a soli a 180 km dalla Cina continentale.
Trump
Cheng Li-wun si recherà negli Stati Uniti per una visita di due settimane e ha dichiarato di essere “molto interessata” a incontrare il presidente Donald Trump. Il viaggio arriva due mesi dopo la visita in Cina di Cheng Li-wun, dove ha incontrato il presidente Xi Jinping e ha parlato della necessità di adoperarsi per “promuovere la riconciliazione attraverso lo Stretto e creare prosperità e pace regionale”. La leader del Kuomintang ha affermato di essere pronta a incontrare chiunque sia “favorevole alla pace” e ricopra una posizione di forte autorità: “Sono disposta a fare tutto ciò che contribuisce alla pace; a incontrare chiunque contribuisca alla pace”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters. Cheng visiterà San Francisco,Los Angeles, Boston, New York, e Washington e avrà incontri con legislatori statunitensi, funzionari governativi, diversi think tank e sostenitori del Kuomintang nella comunità taiwanese-americana.
Fiducia
Cheng ha affermato di essere fiduciosa che il suo partito possa svolgere un ruolo chiave negli sforzi di pace nella regione e “guadagnare una maggiore fiducia da parte degli Stati Uniti”. In prospettiva Cheng guarda alle elezioni del 2028. Il suo incontro ad aprile scorso con Xi Jinping, è stato il primo incontro tra capi del Partito Comunista e del Kuomintang in un decennio. Cheng ha esortato il leader di Pechino alla pazienza sulla questione della riunificazione e ha puntato su maggiori scambi tra le due sponde dello Stretto. Pochi giorni dopo, Pechino ha annunciato un pacchetto di misure volte a promuovere gli scambi con Taiwan. Il viaggio di Cheng negli Stati Uniti arriva a poco più di due settimane dall’incontro di Xi con Donald Trump a Pechino. “Non voglio che qualcuno dichiari l’indipendenza e che gli Usa debbano percorrere 15mila chilometri per andare in guerra. Non è quello che cerco”, aveva detto il tycoon. La maggior parte dei paesi, compresi gli Stati Uniti, non riconosce Taiwan come stato indipendente, ma Washington si oppone a qualsiasi tentativo di cambiare lo status quo con la forza e fornisce all’isola armi difensive.
Armi
Storicamente gli Stati Uniti sono il principale sostenitore di Taiwan. Il segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, ha dichiarato che qualsiasi decisione sulle future vendite di armi a Taiwan spetta a Trump. Cheng ha mostrato flessibilità sulla spesa per la difesa, all’inizio di maggio, il Kuomintang e l’altro partito di opposizione, il Partito Popolare di Taiwan, hanno sostenuto un bilancio per la difesa di 780 miliardi di dollari taiwanesi, assai ridotto rispetto agli 1,25 trilioni di dollari taiwanesi proposti dal partito nazionalista DPP del presidente Lai Ching-te.
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