Trump in Suv sigillato lascia brevemente ospedale per salutare i fan

Mascherina d’ordinanza, camicia bianca sbottonata sul collo, occhi stanchi, Donald Trump ha brevemente lasciato l’ospedale per salutare i suoi fan. Il presidente con uno dei suoi classici tweet aveva annunciato la “visita a sorpresa” ai “patrioti” raccolti fuori dell’ospedale Walter Reed. Il tycoon era a bordo di un Suv blindato e sigillato contro gli attacchi chimici. In un breve filmato il capo della Casa Bianca aveva già ringraziato il personale dell’ospedale militare, annunciando di avere avuto “riscontri positivi” sul suo stato di salute.

Impacciato

Trump ha anche sottolineato di aver imparato molto su Covid-19: “Questa è la vera scuola, non è lo stesso che leggere su un libro”. Il presidente e il medico della Casa Bianca hanno sottolineato i miglioramenti ed espresso la convinzione di rapide dimissioni dall’ospedale. Più impacciate le parole del responsabile ospedaliero, il dottor Sean Conley, che ha dovuto chiarire affermazioni ritenute contraddittorie sulla effettiva gravità dello stato di salute del presidente. Conley ha ammesso di aver cercato di “riflettere l’atteggiamento ottimista” del presidente e del suo team medico: “Non volevo fornire alcuna informazione che potesse indirizzare il corso della malattia in un’altra direzione. E così facendo è sembrato che stessimo cercando di nascondere qualcosa, il che non era necessariamente vero”.

Pelosi

Contraddizioni segnalate dalla presidente della Camera dei rappresentanti, la democratica Nancy Pelosi: “Dobbiamo avere fiducia che ciò ci dicono sulle condizioni del presidente sia reale”. La speaker ha aggiunto di essere preoccupata che le informazioni condivise con il pubblico dal team medico siano soggette all’approvazione del presidente: “Non è molto scientifico”, ha detto alla Cbs.

(foto schermata BBC)

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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