Conte in apnea. La commedia dell’arte non salva l’Italia

L’uomo sbucato dal nulla sembra in apnea e con il fiato corto. La commedia dell’arte, con improvvisati siparietti, tipo quello di tal Ciampolillo, che vorrebbe addirittura il ministero dell’Agricoltura, nonostante le sue tante stramberie, tanto da fare apparire il ben noto Scilipoti, quasi come uno statista, non può portare nulla di buono. L’Italia è ad un bivio o imbocca la strada giusta oppure se ne dovrà riparlare tra molti anni. L’Italia si è ripresa dopo la prima guerra mondiale grazie al fascismo, che ha trasformato l’Italia da paese agricolo in un paese industriale con leggi sociali ed il credito per i piccoli imprenditori, si è ripresa dal fascismo dopo le leggi razziali ed una disastrosa guerra anche civile, grazie gli aiuti americani con il piano Marshall, ha resistito agli anni bui delle bombe e del terrorismo, ed anche all’inflazione galoppante degli anni settanta ed ottanta, ed ora deve decidere il suo destino. Purché non sia affidato in mano a sprovveduti.

Occorrerebbe una forte spinte unitaria non di facciata. Non servono elezioni, perché tanto i leader veri non ci sono né a destra, né a sinistra. Gli ultimi veri leader in grado di vedere il futuro, anche se non sono mai stati in grado di realizzarlo, un limite della democrazia, sono stati Amintore Fanfani e Bettino Craxi. Gli stessi De Gasperi e Togliatti, pur grandi condottieri, erano troppo confinati dalle esigenze del momento, di guerra fredda. Altri uomini con una visione del futuro, pur sempre alle prese con fatti troppo contingenti, furono Moro e Berlinguer. Oggi il nulla, con lo stesso Capo dello Stato, bravo ed attento costituzionalmente, che però non è certo paragonabile a Giorgio Napolitano, che è vero mandò a casa Berlusconi, ma che diede il governo a Monti, quando la sinistra, la sua passione, avrebbe vinto a mani basse le elezioni anticipate.

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Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

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