Trump sciamano

Da giorno del giudizio a Caporetto. Il 20 gennaio i complottisti di QAnon si aspettavano che il cantastorie biondo procedesse all’arresto di tutti “pedofili satanici”, a partire dal presidente eletto Biden. Ma la storia è andata diversamente e a fare definitivamente le valige e ad andarsene con le pive nel sacco è stato il fallimentare tycoon. Con 17 firme ad altrettanti decreti, Joe Biden ha rovesciato come un calzino i quattro anni di follia della amministrazione che lo aveva preceduto. I vandali che avevano dato l’assalto a Capitol Hill, a partire dall’improbabile sciamano cornuto, si stanno ora mordendo le mani.

Golf

Un centinaio sono finiti in carcere con pesanti accuse, ma tutti si sentono scioccati per essere stati abbandonati dal loro eroe, che ha preferito tornare a calcare il campo da golf. Biden è regolarmente presidente, secondo democrazia. Nessuna punizione divina ha colpito i loro nemici. “L’inaugurazione non ha senso per i patrioti cristiani – scrive un complottardo sconsolato – e abbiamo pensato che ‘il piano’ fosse il modo in cui avremmo ripreso questo paese”. Cacciati da Twitter, YouTube, Facebook e dai maggiori social i seguaci della teoria del complotto sembrano orfani, completamente allo sbaraglio. Qualcuno ha trovato riparo su Telegram e manda messaggi accorati: “Voglio solo vomitare. Sono così stanco di tutta la falsa speranza”.

Élite

I capoccia di QAnon per settimane avevano spacciato il 20 gennaio come il giorno della resa dei conti, quando importanti democratici e altri “pedofili satanici” dell’élite sarebbero stati arrestati e giustiziati per ordine dell’ex presidente pallonaro. Un fallimento degno del Papeete. Un ceffo su Gab, il microblogging di cospirazionisti ed estremisti di destra, ammette disperato: “È finita. Ci hanno giocato”. In un amen è andato a farsi benedire lo slogan: “Fidati del piano”, che i misteriosi contafrottole a capo di QAnon avevano diffuso tra gli stolidi, quanto violenti simpatizzanti. “Questo è un giorno molto difficile per tutti noi”, ha detto uno degli ultimi influencer sovranisti, prima che il suo account Twitter con 200 mila follower venisse sospeso. Un altro balordo, sempre su Gab, si mostra preoccupato: la comunità “rischia di fratturarsi. Le vere amicizie potrebbero essere irreparabilmente danneggiate, perché le persone sono arrabbiate”. Secondo un servizio della BBC alcuni esponenti suprematisti bianchi e neonazisti starebbero cercando di trarre profitto dallo sbandamento delle truppe complottiste e di convertire i seguaci sconvolti del biondone.

Cabala

Ma mentre la frustrazione dilaga, qualcuno non vuole arrendersi tanto facilmente. Magari sperano che tra i graziati dell’ultimo minuto, come il guru Steve Bannon, ci sia chi possa riprendere le redini del movimento. L’illusione è sempre una: smascherare il “deep state”, magari entro i prossimi quattro anni. Così c’è chi ha diffuso la fantasiosa idea che in realtà Biden sia detenuto all’interno di un complesso militare, ma il presidente in carica “non lo saprebbe ancora”… Gli ultimi giapponesi di QAnon si sorreggono a vicenda come possono fare degli ubriachi senza meta. I più incendiari hanno al momento abbassato le penne e l’esortazione diventa quella di rimanere pazienti e di conservare la fede. Ron Watkins, figlio di Jim Watkins, l’uomo che era dietro i siti web razzisti e neonazisti “8chan” e “8kun”, ha invitato ad andare avanti. “Abbiamo dato il massimo”, ha scritto su Telegram, con la denuncia delle cospirazioni elettorali e con la marcia su Washington del 6 gennaio. “Ora non dobbiamo abbatterci, ma tenere la testa alta e tornare alla nostra vita”. Pronti, naturalmente, a rilanciare la sfida per battere la “cabala globale di criminali che governa il mondo”.