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mercoledì, 6 Luglio 2022

Washington liberata! Biden presidente, nel giorno della democrazia rinata

Joe Biden ha giurato come 46esimo presidente degli Stati Uniti. L’America volta pagina dopo gli anni bui del tycoon, culminati tragicamente nell’assalto vandalico contro Capitol Hill. “Questo è il giorno della democrazia. Abbiamo molto da fare”, ha detto Biden, “questo è il giorno dell’America. Un giorno di storia e speranza, di rinnovamento e determinazione”. La prima mossa del nuovo presidente democratico una serie di ordini esecutivi volti ad affrontare la crisi del Coronavirus e a superare lo scempio delle politiche del suo predecessore.

Kamala Harris

Ha giurato anche la vicepresidente eletto Kamala Harris, la prima donna a ricoprire questo incarico. Biden ha delineato le sfide che la sua presidenza deve affrontare: una pandemia devastante, massicce perdite di posti di lavoro, l’ambiente minacciato, le richieste di giustizia razziale e l’impegno a battere la rinascita dell’estremismo politico. Biden ha offerto una ricetta generale: democrazia e unità. “Senza unità, non c’è pace, solo amarezza e rabbia. Sarò un presidente per tutti gli americani. Lotterò duramente per coloro che non mi hanno sostenuto, come per quelli che lo hanno fatto”.

Unità

“Tutta la mia anima è in questo. Riunire l’America, unire il nostro popolo unendo la nostra nazione. Chiedo a ogni americano di unirsi a me in questa causa”. Riferendosi all’assalto al Campidoglio dello scorso 6 gennaio, Biden ha osservato: “Dobbiamo porre fine a questa guerra ‘incivile’ che mette il rosso contro il blu, campagna contro città, conservatori contro liberali. Possiamo farlo, se apriamo le nostre anime invece di indurire i nostri cuori. Se mostriamo un po ‘di tolleranza e umiltà”. Biden ha voluto ricordare con un momento di silenziosa preghiera le vittime del Covid. “Nel lavoro che ci aspetta, avremo bisogno l’uno dell’altro. Mettiamo da parte la politica e affrontiamo questa pandemia come una nazione”.

Pace e prosperità

Biden guarda avanti: “L’America è stata messa alla prova e ne siamo usciti più forti” e guarda anche oltre i confini: “Ricuciremo le nostre alleanze e ci impegneremo ancora una volta con il mondo. Saremo un partner forte e affidabile per la pace, il progresso e la prosperità”. Circa 25 mila uomini della Guardia nazionale hanno garantito la sicurezza della cerimonia di inaugurazione, davanti a un pubblico ridotto a causa della pandemia di Coronavirus. Il National Mall, di fronte al Campidoglio, è stato decorato con circa 200 mila bandiere per rappresentare la folla purtroppo assente per causa di forza maggiore. Il suo predecessore, a confermarne il suo egocentrismo e la scarsa educazione, era assente. Presenti invece gli ex presidenti democratici Barack Obama e Bill Clinton e il repubblicano George W. Bush. Lady Gaga ha cantato l’inno nazionale degli Stati Uniti e Jennifer Lopez si è esibita con la banda musicale dei Marines.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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