Biden giura

Joe Biden ha giurato come 46esimo presidente degli Stati Uniti. L’America volta pagina dopo gli anni bui del tycoon, culminati tragicamente nell’assalto vandalico contro Capitol Hill. “Questo è il giorno della democrazia. Abbiamo molto da fare”, ha detto Biden, “questo è il giorno dell’America. Un giorno di storia e speranza, di rinnovamento e determinazione”. La prima mossa del nuovo presidente democratico una serie di ordini esecutivi volti ad affrontare la crisi del Coronavirus e a superare lo scempio delle politiche del suo predecessore.

Kamala Harris

Ha giurato anche la vicepresidente eletto Kamala Harris, la prima donna a ricoprire questo incarico. Biden ha delineato le sfide che la sua presidenza deve affrontare: una pandemia devastante, massicce perdite di posti di lavoro, l’ambiente minacciato, le richieste di giustizia razziale e l’impegno a battere la rinascita dell’estremismo politico. Biden ha offerto una ricetta generale: democrazia e unità. “Senza unità, non c’è pace, solo amarezza e rabbia. Sarò un presidente per tutti gli americani. Lotterò duramente per coloro che non mi hanno sostenuto, come per quelli che lo hanno fatto”.

Unità

“Tutta la mia anima è in questo. Riunire l’America, unire il nostro popolo unendo la nostra nazione. Chiedo a ogni americano di unirsi a me in questa causa”. Riferendosi all’assalto al Campidoglio dello scorso 6 gennaio, Biden ha osservato: “Dobbiamo porre fine a questa guerra ‘incivile’ che mette il rosso contro il blu, campagna contro città, conservatori contro liberali. Possiamo farlo, se apriamo le nostre anime invece di indurire i nostri cuori. Se mostriamo un po ‘di tolleranza e umiltà”. Biden ha voluto ricordare con un momento di silenziosa preghiera le vittime del Covid. “Nel lavoro che ci aspetta, avremo bisogno l’uno dell’altro. Mettiamo da parte la politica e affrontiamo questa pandemia come una nazione”.

Pace e prosperità

Biden guarda avanti: “L’America è stata messa alla prova e ne siamo usciti più forti” e guarda anche oltre i confini: “Ricuciremo le nostre alleanze e ci impegneremo ancora una volta con il mondo. Saremo un partner forte e affidabile per la pace, il progresso e la prosperità”. Circa 25 mila uomini della Guardia nazionale hanno garantito la sicurezza della cerimonia di inaugurazione, davanti a un pubblico ridotto a causa della pandemia di Coronavirus. Il National Mall, di fronte al Campidoglio, è stato decorato con circa 200 mila bandiere per rappresentare la folla purtroppo assente per causa di forza maggiore. Il suo predecessore, a confermarne il suo egocentrismo e la scarsa educazione, era assente. Presenti invece gli ex presidenti democratici Barack Obama e Bill Clinton e il repubblicano George W. Bush. Lady Gaga ha cantato l’inno nazionale degli Stati Uniti e Jennifer Lopez si è esibita con la banda musicale dei Marines.