Corsa a vaccini sicuri. Prof. Fedele a “In20righe”: immunità per 70% popolazione solo a fine 2021

Il cardiologo Francesco Fedele spiega perché è importante vaccinarsi nei tempi giusti e secondo le indicazioni dell’EMA. Sperando che siano presto disponibili altri vaccini come quello Johnson&Johnson promesso da Fauci negli USA

“Sono tre i vaccini approvati ad oggi in Italia, dopo il via dato a quello AstraZeneca da parte di Aifa (Agenzia italiana del farmaco). Si aggiunge a Moderna e Pfizer. Ma solo questi ultimi due sono stati testati su tutte le fasce di età”, spiega a “In20righe” il professor Francesco Fedele, ordinario di Cardiologia all’Università La Sapienza di Roma. È confermata anche la loro efficacia del 90-95%, con la somministrazione di entrambe le dosi nei tempi prestabiliti. Sempre secondo il professor Fedele, infatti, non è corretta la scelta inglese di distanziare troppo la prima e la seconda vaccinazione, perché si mette a rischio seriamente l’efficacia del vaccino stesso. “È già difficile sapere se una persona vaccinata sia contagiosa per altri, al di là della propria immunità al virus. E non siamo ancora in grado di stabilire i tempi di durata degli anticorpi una volta acquisiti dopo la seconda dose di vaccino. Perciò è estremamente importante rispettare le indicazioni date dagli enti – come l’EMA (agenzia europea per i medicinali) – che hanno in carico il controllo della sicurezza e dell’efficacia sui diversi vaccini a disposizione”. A proposito della sicurezza, il cardiologo romano specifica che il totale delle dosi somministrate ad oggi nel mondo (che sono circa 100 milioni) dimostrano che i vaccini sono sicuri e che sono l’unica strada per sconfiggere il Covid-19.

Johnson&Johnson

Secondo Anthony Fauci, l’immunologo americano tornato in auge con l’amministrazione Biden, a breve – questione di giorni – l’FDA (l’ente amministrativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) approverà anche il vaccino della Johnson&Johnson. Il prof. Fedele spiega: “L’EMA, il nostro ente di approvazione e l’FDA hanno criteri diversi nelle valutazioni di prodotti farmaceutici. L’Italia valuterà sui dati che la società americana metterà a disposizione. Così come ha fatto per AstraZeneca. In quel caso ad esempio è ancora sconsigliata la somministrazioni di dosi agli over 65. Questo per un motivo molto semplice: il trial dell’azienda produttrice è stato eseguito su persone a campione di età inferiore ai 55 anni e tutte in salute”. È l’EMA stessa che ha dato il via libera ai vaccini AstraZeneca specificando che è “ignota l’efficacia su varianti e sugli over 55”. Naturalmente più vaccini avremo a disposizione nei prossimi mesi e più sarà breve la strada per vaccinare il 60-70% della popolazione italiana. Un traguardo che non sarà raggiunto – anche a detta del Commissario straordinario Domenico Arcuri – prima della fine del 2021. “Sarà fondamentale nei prossimi mesi utilizzare anche i test sierologici per capire l’efficacia e la durata dell’effetto del vaccino sulle persone a cui è stato somministrato in due dosi. Sono questi gli unici test che rilevano il tasso di anticorpi presenti in chi è stato a contatto con il virus, che ci faranno capire chi non si è ammalato e perché. Oggi non abbiamo tutti i dati sugli infetti, siamo in difetto del 5-6% sul totale dei test effettuati ogni giorno perché è difficile scovare gli asintomatici ”, conclude Fedele.

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Oriana Mariotti
Oriana Mariotti
Giornalista pubblicista dal 1997. Esperta di comunicazione a 360° ha partecipato alla nascita di Virgilio.it (Matrix), ex manager Gruppo Fiat e Gruppo L’Espresso. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Roma LUMSA.

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